Cina, Partito più giovane è l’ora dei cinquantenni

Pechino. Il 17° congresso del partito comunista cinese si è concluso ieri a Pechino con l’elezione del nuovo comitato centrale, vero cuore del potere del Paese di cui fanno parte soltanto nove persone. La novità più interessante è rappresentata dall’ingresso ai massimi livelli di un gruppo di cinquantenni, che prendono il posto del vicepresidente Zeng Qinghong (68 anni) e di altri importanti dirigenti della vecchia generazione, uno dei quali, Huang Ju, è morto alcuni mesi fa. Tra i nomi nuovi spiccano, come era peraltro nelle previsioni dei più attenti osservatori delle dinamiche interne al partito egemone in Cina, quelli di Li Keqiang (52 anni) e di Xi Jinping (54 anni): entrambi vengono considerati possibili successori dell’attuale presidente della Repubblica Hu Jintao, che il congresso ha confermato nella carica di segretario generale per i prossimi cinque anni. Confermato anche il premier Wen Jiabao.
Il congresso del partito comunista cinese, che è durato una settimana, ha deciso di inserire nella costituzione del partito stesso, accanto al pensiero di Mao Zedong, alla teoria di Deng Xiaoping e alle Tre Rappresentanze di Jiang Zemin il concetto di «sviluppo scientifico»: in pratica un impegno a evitare eccessivi squilibri sociali e ambientali in una Cina che cresce vertiginosamente pagando però alti prezzi tra cui una crescita delle diseguaglianze.