Cina, Pericu vuole i giornalisti sotto dettatura

Tanto rumore per offrire il viaggio ai giornalisti e poi era meglio che i giornalisti non ci fossero. Alla fine, dopo le polemiche su chi paga che cosa a chi, c’è un cronista solo al comando dell’informazione sulla missione istituzionalimprenditorialmarittimopolitica in Cina. È un inviato del Secolo XIX, che ha fatto infuriare il sindaco Giuseppe Pericu, uno di quelli il cui volo è stato gentilmente offerto da Alitalia e il cui soggiorno è stato altrettanto gentilmente pagato dal teatro Carlo Felice. Ebbene. Venerdì scorso Il Secolo XIX ha titolato «Porti, flop di Genova a Shangai», raccontando di un infelice incontro con banche e compagnie di shipping: i pesi massimi che hanno lasciato il posto a quelli che lo stesso Claudio Burlando ha definito «ragazzi di bottega», le diapositive della Regione con i sottotitoli in italiano, le brochure sui porti liguri che tutti le chiedono ma nessuno le ha preparate, persino il riferimento a due compagnie ormai inesistenti come invece ancora operanti in Liguria, dulcis in fundo il presidente dell’Autorità portuale Giovanni Novi che ai perplessi cinesi ha chiesto soldi per realizzare l’Affresco di Renzo Piano.
Ma come, s’è indignato il sindaco, siamo qui a far faville e questo è il ringraziamento? Ha fatto pure un comunicato, da laggiù: «Abbiamo avuto contatti molto positivi con le due grandi compagnie marittime che hanno avviato traffici con l’Europa (China Shipping e Cosco), siamo stati ricevuti - cosa che avviene raramente - dal sindaco di Shangai, che è anche autorevole rappresentante del governo, abbiamo impostato collaborazioni nel campo della ricerca, in particolare su Iit e festival della scienza». Insomma, scrive Pericu: «Non vedo come a qualcuno possa venire in mente che si tratti di un flop».
Ma ieri anche gli alleati di Burlando hanno scosso la testa: Italia dei Valori domanda perché Amiu faccia parte della «nutrita delegazione ligure in Cina. Ci risulta che lo scopo di Amiu è curare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti (servizio per il quale incassa una tassa, oggi camuffata da tariffa) e non di andare in giro per il mondo a fare business rischiosi come se fosse una normale azienda privata a caccia di profitti, tenuto conto che le eventuali perdite peserebbero esclusivamente sulle tasche dei cittadini». Quanto alla Regione, incurante delle critiche sul turismo politico, ha già programmato il prossimo viaggio: si terrà in primavera, destinazione Argentina.