Cina, svolta sulla pena di morte

Pechino, che emette l'80% delle esecuzioni capitali mondiali, ha ordinato ai propri giudici di diminuire le sentenze di condanna a morte: "Sarà inflitta solo a un ristretto numero di criminali"

Pechino - Più "giudizio" nel sentenziare condanne a morte. Lo ordina la Cina ai propri giudici, nel tentativo di diminuire il numero di esecuzioni nel Paese, più alto di quello di tutti gli altri Paesi messi insieme. Saranno risparmiati dalla condanna a morte gli assassini che collaboreranno e i responsabili di guadagni illeciti che aiuteranno le autorità a recuperare il denaro. "La pena capitale dovrà essere inflitta soltanto a un ristretto numero di criminali", si legge in un comunicato diffuso sul sito internet della Corte Suprema. La Cina non fornisce dati ufficiali sul numero di sentenze eseguite. Per Amnesty International, nel 2005 ci sarebbero state almeno 1.770 esecuzioni, circa l’80 per cento del totale mondiale.