Cina-Taiwan: storico vertice dopo 60 anni

Storico incontro ieri a Pechino tra il presidente della Cina comunista Hu Jintao e quello del partito nazionalista Kuomintang, Wu Poh-hsiung, al potere a Taiwan. È la prima volta dal 1949 - anno in cui la guerra civile si concluse con la nascita della Repubblica popolare cinese guidata da Mao e la sopravvivenza su scala ridotta nella sola isola di Taiwan della Cina nazionalista guidata da Chiang Kai-shek - che i leader politici delle “due Cine” si incontrano. Notevole è soprattutto il fatto che questo incontro sia avvenuto in un clima tale da incoraggiare, pur in un contesto non facile, speranze di distensione.
La visita di sei giorni a Pechino di Wu va considerata come parte della nuova politica di dialogo fortemente voluta dal nuovo presidente taiwanese Ma Ying-jeou, il candidato del Kuomintang eletto a larga maggioranza a suffragio popolare nello scorso marzo e insediato una settimana fa. Il predecessore di Ma, Chen Shui-bian, aveva guidato per otto anni l’isola lungo la strada di un velleitario indipendentismo formale, un obiettivo impossibile da raggiungere perché non voluto dagli stessi principali alleati di Taiwan, gli Stati Uniti, oltre che ovviamente dalla Cina comunista, che ha minacciato un attacco militare se l’indipendenza (che esiste già di fatto, ma che non è mai stata proclamata in contrapposizione con “l’altra Cina” perché ciascuna delle due ambisce a essere l’unica legittima) fosse stata proclamata. Ma Ying-jeou, che pure rappresenta un partito che ha nella lotta anticomunista una delle sue principali ragioni d’essere, ha invece deciso di sposare una nuova linea pragmatica, puntando alla distensione e a una coesistenza pacifica tra le due parti.
Durante l’incontro con Wu - che non era comunque autorizzato a firmare alcun documento con le autorità di Pechino - il presidente Hu ha osservato come nella nuova leadership di Taipei vi sia un potenziale per il miglioramento delle relazioni bilaterali e ha espresso gratitudine per l’aiuto messo a disposizione per soccorrere «i compatrioti colpiti dal terremoto» nel Sichuan. Per fare un parallelo storico, nel 1976 l’aviazione cinese abbatté a cannonate i palloni aerostatici carichi di aiuti inviati da Taiwan per alleviare le sofferenze delle vittime del disastroso terremoto di Tangshan.
Nell’agenda di Wu a Pechino ci sono anche incontri per concordare voli diretti tra Taiwan e il continente e per favorire progressivamente il turismo di massa cinese nell’isola «ribelle».