«Cina terzo mercato per Rolls-Royce»

«Sotto la Muraglia in un anno vendite cresciute del 60%»

da Detroit

Sono trascorsi nove anni da quando Bmw ha assunto il controllo di Rolls-Royce. Ne sono occorsi cinque per varare la Phantom, prima vettura della nuova era, e altri quattro per dare il via alla seconda fase della rinascita con la Phantom Drophead Coupé, cioè la versione convertibile presentata all’inizio dell’anno a Detroit. E ora Ian Robertson, presidente e direttore esecutivo della prestigiosa casa inglese, spiega come è stata affrontata la sfida di riportare la Rolls-Royce sullo scranno più alto dell’olimpo dei costruttori di auto di lusso - là dove altri, con marchi non meno prestigiosi, non sono riusciti a tornare - e a che punto è l’operazione di rilancio e come si sta evolvendo la gamma.
Mister Robertson, al lancio della Phantom dichiaraste l’ambizioso obiettivo di vendita di mille auto l’anno. Che, però, non è stato raggiunto...
«È vero, ma la Phantom è di gran lunga la più venduta tra le auto che costano da 200mila dollari in su. Le consegne sono aumentate per tre anni di fila, fino al record di 805 unità nel 2006, una cifra che non raggiungevamo da 16 anni. Non solo. La versione lunga, quella più costosa, è andata oltre le nostre aspettative, raccogliendo il 20% delle preferenze. L’80% degli acquirenti ha scelto di personalizzare la vettura e per un cliente cinese abbiamo costruito la Phantom più costosa di sempre, del valore di oltre 2 milioni di dollari. Perciò, anche se i volumi di vendita non sono ancora ottimali, l’azienda ha messo solide basi ed è già in grado di contribuire positivamente ai risultati del gruppo Bmw».
Dove si vendono più Rolls?
«Gli Usa rimangono di gran lunga il nostro primo mercato, seguiti da Regno Unito e Cina, dove da un anno all’altro abbiamo aumentato le vendite del 60%. Ma sono oltre 50 i Paesi dove viene esportata la Phantom: da Santo Domingo all’Angola, da Guadalupa alla Nigeria e alla Turchia».
Quante Drophead Coupé pensate di vendere e a chi?
«Abbastanza per consolidare la posizione del marchio come primo costruttore con prezzo superiore ai 200mila dollari e poter guardare con fiducia al futuro. Con la Drophead puntiamo a una clientela nuova. Perciò abbiamo realizzato una macchina meno formale e che può essere guidata dal suo stesso proprietario, anziché dall’autista».
Arriverete alla fatidica quota mille?
«Grazie a questo modello, sì. Ma stiamo già lavorando al terzo, il cui debutto è previsto per la fine del decennio».
È il progetto «baby-Rolls»?
«Si concretizzerà nel 2010: sarà un berlina leggermente più corta della Phantom, ma comunque imponente e posizionata appena al di sotto anche in termini di prezzo. Una Rolls, comunque, non potrà mai costare meno di 250mila dollari».