A Cinecittà Due i ricordi diventano spettacoli teatrali

Al via il festival dedicato al tema della memoria collettiva

Ascanio Celestini è uno che non demorde. Anche quest’anno il popolare autore/narratore capitolino rilancia una rassegna che creata nel 2005 per «fare qualcosa di utile» nella periferia sud di Roma. Scenario metropolitano del festival «Bella Ciao. Il balsamo della memoria» - la cui terza edizione si inaugura il 5 settembre per chiudersi l’11 - è infatti il territorio del X Municipio (la zona di Cinecittà e Morena), più due appendici «suburbane»: Frascati e Pomezia. «Questa vetrina - spiega Celestini - è nata senza un intento preciso. La domanda che mi ha mosso è stata: di cosa hanno più bisogno questi luoghi, che sono poi i luoghi dove io stesso vivo?». La risposta ovviamente non può essere una sola. «Se è vero che il teatro è innaturale - prosegue il direttore artistico - è anche vero che permette di capire, a chi lo fa, molti aspetti del reale, della società, i radicali cambiamenti in corso nel Paese». Da qui prende il via l’iniziativa più rivoluzionaria e nuova di questo terzo «Bella Ciao»: presentare al pubblico cinque artisti/gruppi diversi (con relativi spettacoli) e di affiancare loro, per un anno intero, altrettanti intellettuali «incaricati» di seguirli in giro per la Penisola, di coadiuvarli nel lavoro creativo, di redigere un diario di bordo dell’attività, di intercettare e studiare le reazioni del pubblico. Scopo ultimo di «Maratoneti, artisti in corsa verso il presente» è in pratica quello di verificare sul campo come il teatro cambi e si modifichi a seconda del contesto in cui viene offerto: «credo molto in questa operazione e mi sembra una formula non sperimentata altrove». Le coppie «coinvolte» rispondono ai nomi di Gaetano Ventriglia/Attilio Scarpellini, Mario Perrotta/Massimo Marino, Le Belle Bandiere/Andrea Porcheddu, Fortebraccio Teatro/Antonio Audino, Teatrino Giullare/Patrizia Bologna, mentre i rispettivi lavori inseriti in cartellone sono: Kitèmmurt, Odissea. Viaggio verso parole e musica (previsti entrambi giovedì 6), Iago, La pazzia d’Isabella (venerdì 7) e Finale di partita (domenica 9). L’anno prossimo poi, a conclusione dei 12 mesi di «convivenza» con i critici assegnati, ogni singolo artista porterà a «Bella Ciao 2008» un’altra produzione.
Il grosso del programma al varo tra qualche giorno è dunque essenzialmente teatrale. Ciò non toglie tuttavia che, proprio come nelle edizioni scorse, la musica vi ricopra un ruolo di rilievo. Oltre all’evento di apertura previsto a Villa Sciarra di Frascati, dove Celestini e la cantante Evelina Meghnagi saranno impegnati (il 5) in una serata sul tema della stoltezza che mescolerà melodie della tradizione ebraica sefardita e parole di accento favolistico-popolare, esempio ne sia la poliedrica fisionomia del programma messo insieme per la Notte Bianca di sabato 8. «Vox populi. La notte cantata a via Tuscolana» suona il titolo della lunga performance/concerto (dalle 22 alle 3) cui contribuiranno pure, in forme e stili assai differenti tra loro, la Banda Munix, Teresa De Sio, Lucilla Galeazzi (Premio Tenco 2006), Viola Buzzi, gli stessi Celestini e Meghnagi, tre cori polifonici di canto tradizionale e Paola Cortellesi, che proporrà una lettura/canto tratta da Mamma Roma di Pasolini. C’è infine da scommettere che di temi significativi su cui riflettere (primo fra tutti, la memoria personale e comune) questa lunga kermesse notturna ne offriranno non pochi. Di cosa ha bisogno, allora, questa periferia romana? Forse semplicemente di vedere i propri spazi collettivi (Cinecittà Campus, la sede del X Municipio, piazza Cinecittà, il centro anziani La Romanina) cambiare spoglie per qualche giorno: trasformarsi in luoghi capaci di offrire un’alternativa al consumismo dei centri commerciali.