Cinecittà in rivolta contro il «corridoio della mobilità»

Viale Ciamarra come viale Togliatti. Ancora un «corridoio della mobilità», ancora una strada a forte rischio-desertificazione, per la disperazione e tra le proteste di commercianti e residenti. Così come nel 2006 il corridoio per il trasporto pubblico realizzato da Atac e Campidoglio a viale Togliatti provocò la ribellione di centinaia di esercenti e cittadini di V, VII e X municipio, questa volta a finire al centro delle polemiche è il «corridoio Anagnina-Tor Vergata» predisposto dalla stazione appaltante del Comune «Roma Metropolitane». Otto chilometri di «preferenziale» che collegheranno il nodo di scambio Anagnina con la «Città dello Sport» che sorgerà a Tor Vergata per i mondiali di nuoto 2009. Un’opera approvata il 27 dicembre 2006 con un’ordinanza del Commissario straordinario per la Mobilità, il sindaco di Roma Walter Veltroni. Ventidue milioni di euro l’importo a base d’asta. Già aggiudicata la gara, alla Ati costituita dalle imprese «Restuccia srl» e «Eco Sabina srl». Imminente, il prossimo 15 febbraio, l’apertura del cantiere nel tratto più contestato, quello di viale Ciamarra, (Cinecittà est, 10 milioni il costo dei lavori) con consegna prevista per febbraio 2009. A provocare il malcontento la versione definitiva del progetto che in direzione Anagnina, per consentire l’innesto delle due corsie (una per senso di marcia) riservate agli autobus, ha determinato (oltre al restringimento delle corsie per il transito delle auto private) una forte riduzione dello spazio destinato ai parcheggi. «E pensare - spiega il capogruppo di An in X Municipio, David Di Giacomo - che basterebbe far slittare di due metri e mezzo centralmente il corridoio per i mezzi pubblici, accorciando lo spartitraffico, per mantenere il parcheggio «a spina» dal lato marciapiede e il numero attuale di posti auto, senza penalizzare così tanto i piccoli commercianti del viale a vantaggio dei vicini grandi centri commerciali. Abbiamo più volte sollevato la questione in consiglio municipale, ma senza ottenere risposte. È indubbio che l’opera presenti anche degli aspetti positivi - l’eliminazione del pericoloso incrocio con via Rizzieri, la riqualificazione dei marciapiedi laterali con nuova pavimentazione e illuminazione - ma è altrettanto vero che alcuni rilevanti problemi non sono stati considerati».
«Molto amareggiato» anche Eustachio Musto, presidente della «Associazione commercianti Cinecittà est», cui hanno aderito praticamente tutti (circa 100) gli esercizi di viale Ciamarra. «Durante la fase preliminare - racconta - non siamo stati consultati né da Roma Metropolitane né dall’assessorato alla Mobilità, che hanno preferito avere come interlocutori altri comitati. Eppure saremo noi i primi a pagare per l’inevitabile desertificazione della strada. Con il nuovo corridoio i piccoli commercianti perderanno clienti e guadagni a favore dei centri commerciali». Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepresidente del Consiglio comunale, Vincenzo Piso (An): «È l’ennesima opera studiata dal Campidoglio senza tener conto delle esigenze di chi nel quartiere abita e lavora».