Da Cinecittà alla scrivania

Roberto Barbolini l’ha definito «l’unico vero giovane scrittore italiano» anche se, all’anagrafe, Aldo Buzzi (nella foto) giovane non è più. Nato a Como nel 1910, ha studiato architettura al Politecnico di Milano. Esordì come autore di cinema, scrivendo con Emilio Cecchi la sceneggiatura di Giacomo l’idealista di Alberto Lattuada nel ’43, e come scrittore pubblicando Il taccuino dell’aiuto regista nel ’44. Lasciata Cinecittà, negli anni Sessanta tornò a Milano, per lavorare in Rizzoli. Tra i suoi libri più noti: Cechov a Sondrio, Stecchini da denti, La lattuga di Boston. Viaggio in terra delle mosche, L’uovo alla kok. Tra gli ultimi titoli: Parliamo d’altro, Un debole per quasi tutto. Dell’artista amico Saul Steinberg ha scritto la biografia (Riflessi e ombre) e ha curato l’edizione delle lettere dall’America (Lettere a Aldo Buzzi 1945-1999).