Al cinema "Cinquanta sbavature di nero", inutile quanto l'originale

La parodia, flop in America, del già ridicolo "Cinquanta sfumature di grigio" arriva da noi. Quando la noia incontra l'oscenità gratuita, il senso di fastidio è assicurato

Il fatto che la pellicola "Cinquanta sfumature di Grigio" avesse già il limite di cadere nel risibile e nel tedio, la dice lunga su cosa aspettarsi dalla parodia del film, "Cinquanta sbavature di nero", titolo in uscita nelle nostre sale il 18 Febbraio. Il materiale scadente di partenza fa sì che ci troviamo di fronte ad una comicità annacquata che tenta qua e là di rendersi memorabile attraverso battute di una trivialità, di questo va dato atto, da Guinness dei Primati.

I produttori sono gli stessi di successi come "Scary Movie" e "Ghost Movie" ma stavolta, pur tentando di intercettare il medesimo pubblico di quelle pellicole, sono andati incontro ad un colossale flop dal momento che "Cinquanta sbavature di nero" in America ha incassato appena undici milioni di dollari.

La trama è quella del film originale, in versione scimmiottata naturalmente. Hannah Steele (Kali Hawk) è una studentessa che, per sostituire la sua compagna di stanza, la ninfomane Kateesha (Jenny Zigrino), si trova a intervistare il miliardario Christian Black (Marlon Wayans) per il giornale del college. Nonostante siano estremamente diversi, lei vergine e impacciata, lui erotomane e sicuro di se', i due si sentono molto attratti e iniziano a frequentarsi. Ma Christian afferma molto chiaramente di essere solo interessato al sesso e chiede ad Hannah di firmare un contratto che regolarizzi il rapporto.

Il film originale, in alcuni momenti, era divertente in maniera accidentale, questo invece si sforza di esserlo e ci riesce in maniera davvero troppo sporadica e artificiosa. Non siamo dalle parti del cinema surreale o demenziale, quanto in un calderone di oscenità e idiozia. Le poche gag sono tutte giocate attorno a protesi di genitali, cattiva igiene personale, durata dei rapporti sessuali e così via. Abbondano i riferimenti cinematografici, "Magic Mike", "Whiplash", "Nymphomaniac", "Django Unchained", "12 anni Schiavo", e ci sono cammei di attrici mature come Jane Seymour e Florence Henderson, ma non producono l'effetto sperato. In alcune scene ci si sente a disagio alla vista di cosa debbano essere disposti a fare gli attori per tentare di strappare una risata. C'è poco da dire: se si ha il tempo di provare fastidio, significa che il divertimento latita.