Il cinema coreano esce dall’oscurità

Si inizia sabato con «The Moon is...» di Park Chan-wook

Patrizia Rappazzo

Dopo l'omaggio dello scorso anno a Kim Ki-duk, il cinema della Corea del Sud ritorna ancora una volta allo Spazio Oberdan (dal 15 al 30 aprile) con una interessante rassegna dedicata ad una delle più vitali, originali e importanti cinematografie dell'attuale panorama mondiale.
In programmazione, oltre a Ferro 3 - La Casa Vuota (il 30, ore 21.30) e Primavera, Estate, Autunno, Inverno... e ancora Primavera(il 29, ore 15) del grande Kim Ki-duk, i titoli di tre autori, uno dei quali Park Chan-wook, riconosciuto a livello internazionale (in programma con sei film, quattro di essi mai distribuiti in Italia), Kim Jee-woon e Song Il-gon di cui saranno presentati quattro film, tutti inediti da noi.
Il quarantaduenne Park Chan-wook, attualmente al lavoro con il nuovissimo Cyborg Girl e con un film di vampiri, ha il suo primo shock cinematografico con La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, visto alla fine del liceo. Dopo la laurea in filosofia si dedica al cinema impegnandosi nelle attività del circolo universitario e scrivendo saggi e recensioni.
Con l'appoggio di una casa cinematografica di proprietà di un amico, nel 1992, debutta dietro alla macchina da presa con The Moon is... The Sun's Dream ( il 15 ore 19), di cui firma anche la sceneggiatura. Nasce così il giallo politico Jsa - Joint security area ( il 26, ore 21.30), grandissimo successo in patria e all'estero. Sfruttando la fama derivategli dal suo ultimo lavoro, nel 2002, Park riesce a trovare i finanziamenti per un progetto a cui stava lavorando da cinque anni: l'estremo Sympathy for Mr. Vengeance, divenuto subito un cult, e definito dallo stesso regista un omaggio a La vendetta è mia (1979) di Imamura Shohei.
Con Sympathy for Lady Vengeance (il 22, ore 21.30), dolente storia di un sordomuto che lavora in fabbrica la cui sorella è in attesa di un trapianto di rene, in concorso alla Mostra di Venezia del 2005, porta a termine quella che lui stesso definisce «la trilogia della vendetta». L'anno seguente dirige il suo quinto lungometraggio, Old Boy (il 16, ore 21.30), tratto dall'omonimo fumetto giapponese scritto da Garon Tsuchiya e disegnato da Nobuaki Minegishi, Gran Premio della giuria al Festival di Cannes del 2004.
La rassegna coreana si arricchisce dei titoli di Kim Jee-woon, meno noto al pubblico italiano, specialista di commedie dalle profonde venature noir, regista, attore teatrale e sceneggiatore. In programma la sua opera seconda The Foul King (il 19, ore 19), molto apprezzata dal pubblico coreano, storia della duplice vita di un goffo impiegato vessato dal proprio direttore e innamorato di una collega; e il suo primo lungometraggio horror, A Tale of Two Sisters (il 23, ore 15), sulla vita di due giovani sorelle ritornate a casa dopo un periodo di cure in un istituto per malati mentali, con cui conquista la notorietà internazionale.
La finestra coreana si chiude con l'opera di Song Il-gon, sottile analista della personalità umana, di cui saranno presentati Spider Forest (il 22, ore 15), thriller psicologico del 2004 che mescola azione a intrighi e surrealismo, e Magicians del 2005 (il 20, ore 19), film in cui la memoria fa muovere l'intero intreccio e la struttura narrativa è supportata da un abile uso del piano sequenza.