«Tra il cinema e il canto scelgo il wrestling»

«Repubblicano o democratico? Ancora non so, ma Bush mi piace molto»

Ha appena smesso gli abiti del cantante e attore ed eccolo qui, pronto a rituffarsi nel mondo del wrestling, la sua vita. John Cena, a cui la comunicazione non fa certo difetto, è arrivato ieri dagli States per partecipare alla trasmissione «Quelli che il calcio» e promuovere la «Royal rumble» uno dei big four, i quattro eventi più attesi del wrestling americano: trenta superstar saliranno sul ring, ma solo il vincitore avrà la possibilità di partecipare a wrestlemania XXIV. Undertaker, Rey Misterio, Batista e tutti i più importanti nomi della Wwe parteciperanno all'evento (www.wwe.com). Nella notte tra domenica 27 e lunedì 28 sarà possibile seguire l'evento in esclusiva su Sky prima fila. Lo incontriamo nel tardo pomeriggio nella hall del suo albergo, questo ragazzone alto più di un metro e novanta, tutto muscoli e il classico viso da bravo ragazzo americano è stanco e assonnato, ma molto gentile e disponibile. Chi vincerà la «Royal rumble», chiediamo: «Sicuramente uno dei grossi nomi, forse Undertaker o Batista. Purtroppo io non posso partecipare, la riabilitazione dopo l'infortunio mi terrà ancora un po' di tempo lontano dal ring». Chiediamo se preferisce cantare, recitare o fare il wrestler. «Sicuramente il wrestler - risponde - cantare o recitare è per me un modo di esprimere le mie sensazioni, ma il wrestling è la mia vita, mi alleno molto, solamente per il sollevamento pesi almeno un ora al giorno e a quanti mi chiedono se il wrestling è più spettacolo o più combattimento, rispondo che è il meglio di tutti e due. Quando combatto le mie sensazioni sono sempre molto intense, sono o molto felice, o molto arrabbiato e finito il match molto stanco; ma sicuro di aver dato al mio pubblico il meglio». Amatissimo dai bambini è uno dei volti simbolo del wrestling: quale consiglio darebbe John Cena a un ragazzo che volesse cimentarsi in questo campo? «Non è semplice, la strada è difficile. Io consiglio sempre di fare un percorso scolastico, studiare, laurearsi, nel frattempo fare palestra e vedere se nel tempo questa passione resta la strada che si vuole intraprendere. Per fare seriamente il wrestler ci vuole soprattutto testa, i muscoli non bastano. Saper organizzare la propria immagine è molto importante». Nell'attesa di rivederlo sul ring combattivo come sempre John ha in programma un nuovo disco e un film. «Nel mio nuovo film ci sarà molta azione, molta di più che in “Marine”, il mio primo film, per il disco non anticipo niente o quasi, sarà sicuramente una musica che darà la carica». A proposito di marine, lei per chi voterà alle prossime elezioni americane, democratico o repubblicano? «Non ho ancora deciso - dice John con un sorriso -, posso solo dire che Bush mi piace».