Al «cinema» e in palestra Così il Genoa scalda i muscoli

Quasi quaranta minuti nella sala video, per guardare e riguardare giocate ed errori, poi partitelle a ranghi misti per provare vecchi e nuovi schemi, alla fine palestra.
Il Genoa ha svolto così la prima delle tre giornate di allenamenti a porte chiuse in vista del derby di domenica sera con la Sampdoria, un modo per tenere lontane le tensioni che stanno crescendo sempre più tra i tifosi.
In attesa di un responso sullo stato della caviglia di Andrea Gasbarroni, infortunato mercoledì pomeriggio in allenamento e che per ora rimane in dubbio, Gasperini si gode il ritorno di Modesto, che anche ieri ha confermato di essere recuperato ed è candidato ufficialmente a giocare il derby dopo circa due mesi di assenza per infortunio.
La parola d’ordine in casa rossoblù è allentare la tensione e non caricare di nuovi significati una partita che ne ha già tanti nel suo dna.
È questo il piano del presidente e dell’allenatore del Genoa, Enrico Preziosi e Giampiero Gasperini. Mercoledì pomeriggio, Preziosi è andato al campo di Pegli: vuole vincere ma una sconfitta non sarebbe un dramma perché «saremmo comunque avanti in classifica e vogliamo restarci fono alla fine».
Forse i vertici del Genoa non vogliono scottarsi di nuovo, come accaduto in occasione della sfida con la Juventus che arrivò in un momento positivo della stagione ma fu caricata di molti significati, si parlò addirittura di esame di laurea.
Il Genoa allora giocò con troppa tensione, perse 4-1 e capì che l’approccio non era stato il migliore.
Di sicuro in vista di questa stracittadina l’ambiente è caricato a mille e l’entusiasmo di cinquecento tifosi che mercoledì hanno seguito l’ultimo allenamento «aperto» ha portato il buon umore nello spogliatoio rossoblù.
In attesa delle parole di Gasperini, che parlerà del derby questo pomeriggio in conferenza stampa, i tifosi discutono sui siti se sia il caso di essere spavaldi, perché il Genoa è favorito sia dalla classifica sia dal gioco espresso fin qui, o se rimanere umili, perché la stracittadina, lo sanno tutti, fa sempre storia a sé.