Cinema e prelibatezze in vetrina a New York

Ariela Piattelli

Il 31 maggio il cinema italiano varcherà l’Oceano per arrivare al Lincoln Center di New York: «Open Roads: New Italian Cinema» (fino all’8 giugno) è il festival che presenterà tredici film e una selezione di cortometraggi italiani al pubblico della Grande Mela: tra i titoli di questa edizione di «Open Roads», Romanzo Criminale di Michele Placido, La terra di Sergio Rubini, Anche libero va bene di Kim Rossi Stuart e Il mio miglior nemico di Carlo Verdone. Il cinema italiano ha dato il suo apporto determinante nell’immaginario collettivo dell’«Italian Style», ma di certo anche la cucina ha fatto la sua parte, per questo all’«Open Roads» la nostra tradizione culinaria sarà in prima linea. «Slow Food Roma» porterà nella patria del fast food i migliori prodotti enogastronomici del Lazio per farli degustare agli americani. Quindi le migliori etichette dei vini laziali, i nostri formaggi, insieme ad altri piatti prelibati allieteranno ancor di più un già lieto viaggio nel cinema italiano.
Fiero del successo al box office de Il mio miglior nemico, Verdone sarà l’«ambasciatore» del cinema italiano al festival. «Il mio film aprirà l’Open Roads.- dice il regista -. Ne sono felice, perché rappresenta un giusto tributo alla commedia. Infatti sono stati due commedie quest’anno a fare la differenza: Il mio miglior nemico e Notte prima degli esami di Brizzi».
In realtà in Open Roads si ripongono le speranze di alcuni registi di vendere le pellicole italiane agli americani: «Sarei felice se il mio film. o quello di altri registi italiani, fosse acquistato dai distributori americani, perché abbiamo dei buoni film e questo va riconosciuto - continua Verdone, rivelando il segreto del suo successo -. Ho sempre fatto dei cambiamenti nel mio lavoro, per questo sono sul grande schermo da quasi trent'anni: bisogna dare al pubblico anche ciò che non si aspetta».
Seppur gli «affreschi romani» che dipinge Verdone nei suoi film continuano a dargli un meritato successo, il regista vede nel suo futuro artistico qualche uscita dalla Capitale. «Per quel che riguarda il cinema vorrei uscire un po’ da Roma - rivela - che ho già rappresentato abbastanza nei miei film precedenti, poi questa città è molto rumorosa e non è facile girare in presa diretta: però mi è appena arrivata la telefonata di Veronesi, con il quale stiamo lavorando ai capitoli successivi di Manuale d’amore, e mi ha detto che ha già visto una terrazza alla Garbatella perfetta per il mio episodio… ».