Cinema, fumetti e un Caravaggio omaggio all’arte dell’accoglienza

Al museo dei Cappuccini una mostra a più sezioni racconta la fraternità francescana

Francesca Amé

All'umile frate con il saio, al «giullare di Dio» che amava cantare la bellezza del creato, al religioso che fondò uno degli ordini più vitali della Chiesa, la storia dell'arte ha spesso reso omaggio. Lo ha fatto con capolavori quali il ciclo di affreschi giotteschi ad Assisi, con i ritratti di Simone Martini, di Piero della Francesca e del Tiepolo, solo per citarne alcuni. Sarebbe sbagliato fermarsi al passato: la carica umana di San Francesco ha toccato il cuore di molti artisti dell'epoca moderna e una mostra che apre mercoledì al Museo dei Beni Culturali Cappuccini è pronta a dimostrarlo. «L'arte dell'accoglienza. Da Caravaggio al fumetto» (sino al 30 luglio, in via Kramer, ingresso libero) è un interessante omaggio che i frati minori Cappuccini di Milano fanno al loro fondatore e all'impegno nei confronti dei meno fortunati che l'Opera San Francesco per i poveri porta avanti in città da oltre ottant'anni.
Prima ancora che una mostra, quella allestita da Luca Temolo Dall'Igna e Riccardo Mazzoni è dunque la rappresentazione di un ideale: la fraternità francescana. Ad esso concorrono la pittura, tra cui quella del novecentesco Virgilio Guidi, la scultura in bronzo di Arturo Martini che inneggia al «Perdono», ma anche le pellicole di Rossellini e Zeffirelli, così come le tavole a fumetti e persino il celebre musical «Forza venite gente».
Le diverse sezioni (pittura, fotografia, cinema, fumetto e musica) in cui è suddivisa l'esposizione accontentano un po' tutti: si possono vedere integralmente Fratello Sole, Sorella Luna di Franco Zeffirelli e alcune sequenze di Francesco Giullare di Dio di Rossellini fresche di restauro. Si può ridere con Altan, che nel suo fumetto «Franz» gioca a dissacrare la storia del santo, o soffermarsi sul tratto in bianco e nero di Luca Salvagno, che narra a fumetti i «Fioretti» di San Francesco. Piedi scalzi, braccia aperte attorniate di colombe e sguardo rivolto al cielo, il San Francesco di Dino Battaglia sembra racchiudere, nel tratto nervoso del disegnatore, tutta la tensione etica di uno dei protagonisti della storia della Chiesa.
Fiore all'occhiello della mostra sarà comunque quel «San Francesco in meditazione», attribuito a Caravaggio, che proviene dalla chiesa romana di Santa Maria della Concezione: un San Francesco diverso, più cupo che gaio, più assorto che attivo. Non c'è colore sulla tela: soltanto il teschio e la croce sono toccati dalla luce che unisce i due oggetti alla spalla di Francesco.