Al cinema hanno rubato la pellicola, ora i film arrivano dallo "spazio"

Aumentano le sale che adottano il sistema digitale di proiezione. Si usa
per eventi speciali come i concerti e le giornate per cinefili

Ogni tanto leggiamo di sfuggita notizie che hanno il sapore del tecnicismo. Tipo: «Boom delle sale digitali in Italia». Ma in quella manciata di lettere è condensata la rivoluzione copernicana che sta toccando, per i detrattori colpendo, il cinema. Sì perché continuiamo a dire «andiamo al cinema» ma poi non sappiamo che ciò che guardiamo non ha più niente a che fare con la «proiezione su schermo di una successione di immagini fotografiche positive con una frequenza molto rapida» (dizionario Treccani). Molte volte alle nostre spalle non viene più proiettata la pellicola ma riprodotto un file immateriale, conservato su un hard disk o ricevuto via satellite.

E la differenza non la notano neanche i cinefili più esperti. La voce del vocabolario «cinematografo» o la sua abbreviazione «cinema» andrebbe quindi totalmente riscritta con tanti auguri ai futuri redattori perché dovranno spiegare tutto ciò che oramai passa in sala. Il caso più recente, di cui Il Giornale ha dato conto, è stato la ripresa audiovisiva del musical Il mondo di Patty riproposto in più di 200 sale attrezzate con i proiettori digitali. Sono stati strappati più di 40mila biglietti che, al prezzo non proprio popolare di 15 euro (10 per il ridotto), fa un incasso intorno ai 500mila euro. E non è finita perché l'evento è stato prolungato per tutto il fine settimana. Risultati così lusinghieri, molto più di tanti film di prima visione, che dovrebbero far entrare di diritto Il mondo di Patty nel box-office settimanale, ma di cui difficilmente qualcuno darà conto visto che non si tratta di un film in senso stretto.

Ma a fronte di questa «non pubblicità», c'è tutto un mondo di proiezioni seguitissime, soprattutto nella vasta provincia italiana. Si va dai concerti esclusivi (gli U2 in 3D ad esempio), al teatro, all'opera, al balletto, ai documentari a effetto (sempre in 3D) e, quasi per ultimo, ai film.

Qualcuno griderà all'oltraggio del cinema anche se, a parte essere un «male minore» (molto peggio allora la trasformazione in Bingo), già più di 50 anni fa si poteva assistere a Lascia e raddoppia in sala. Solo che oggi tutto è molto più professionale. Basta avere un proiettore digitale (la loro qualità viene definita dagli standard 2K e 4K - il migliore ma presente in pochissime sale - che rappresentano la risoluzione in pixel della proiezione) e l'esercente, accordandosi con le varie società di distribuzione che guadagnano con una percentuale sugli incassi, può disporre di un cartellone eterogeneo per i diversi tipi di pubblico. Così è la sala, un po’ come il piccolo schermo, che si adatta al pubblico e non viceversa.

Ma come funziona il tutto tecnicamente? Il sistema è chiavi in mano. Le società che gestiscono i contenuti, le più importanti in Italia sono Microcinema, Nexo Digital e Digima, hanno un vasto catalogo che spazia da ogni genere di spettacolo ai film. L'esercente sceglie il prodotto e la società glielo invia, il più delle volte con un segnale via satellite. Attualmente in Italia, grazie al successo del 3D e agli incentivi statali (il cosiddetto «credito cinematografico» che tutti gli operatori del settore si auspicano possano proseguire anche nel 2011), ci sono 651 sale cinematografiche digitali in oltre 411 cinema e il 91 per cento di queste dispongono di capacità 3D, un vero e proprio boom nel boom (nel 2009 da 50 sono passate a 400). E, a parte il caso di Il mondo di Patty andato in differita, il successo maggiore si misura negli eventi in diretta, unici ed esclusivi.

Così i melomani non si perderanno la prima alla Scala il 7 dicembre che Microcinema offre alle sue 170 sale al prezzo consigliato di 12 Euro (l'anno scorso con la Carmen è stato un successo, 20mila biglietti in 70 cinema), i rockettari assisteranno al concerto del loro idolo Bon Jovi il 10 novembre proposto da Digima, mentre gli amanti del cinema, solo per un giorno il 27 ottobre, potranno rivedere un film di culto come Ritorno al futuro, grazie a Universal e a Nexo Digital che con il Legend Film Festival, la mostra cinematografica dei capolavori senza tempo, a partire da novembre proporrà le «pellicole» più amate dal pubblico di tutti i tempi (Via col vento, Rocky, Il padrino, Frankenstein Jr., Grease, A qualcuno piace caldo, La vita è meravigliosa). Perché il cinema in sala non è morto. Ancora.