Cinema israeliano tra giovani dive e antiche ferite

Si chiama Tali Sharon, ha ventisette anni, ed è il nuovo talento del cinema israeliano. L’attrice sarà ospite domani sera a «L’Isola del Cinema» per la serata dedicata alla cinematografia israeliana e presenterà Three mothers (Tre madri) la pellicola diretta da Dina Zvi-Riklis, che ha vinto il Festival Internazionale di Cinema di Gerusalemme nel 2006. La giovane interprete è certamente una tra le promesse della «Nouvelle Vague» israeliana. Fino ad oggi ha recitato in molti spettacoli teatrali, ha lavorato accanto ai «mostri sacri» del cinema israeliano (come Assi Dayan e Gila Almagor) ed anche in qualche serie televisiva, nel 2006 è andata al Festival di Cannes per presentare due film in cui recita come coprotagonista (Things behind the sun di Yuval Shafferman e Out of sight di Daniel Syrkin). In Three mothers Tali Sharon interpreta il ruolo di Rucha, la figlia di Rose (interpretata da Gila Almagor e dalla cantante israeliana Miri Mesika), una delle tre sorelle gemelle protagoniste della storia, che da giovane è stata una cantante di successo. Le tre sorelle sono nate nel 1942 ad Alessandria d’Egitto in una famiglia ebraica benestante, ognuna di loro porta il nome di un fiore, Rose, Flora e Jasmine. Poi nel 1956 con l’Egitto di Nasser, quando le condizioni per gli ebrei peggiorarono drasticamente, furono costretti ad abbandonare il Paese e si rifugiarono in Israele. Sessant’anni dopo Jasmine si ammala e ha bisogno di un trapianto, così sente il bisogno di confessare uno sconvolgente segreto a qualcuno, e va proprio da Rucha, che lavora a «Questa è la tua vita», un luogo dove la gente registra le proprie memorie. Così una dopo l’altra, le tre sorelle, si raccontano davanti alla telecamera di Rucha, mettendo a fuoco un passato rimosso che torna alla luce attraverso frammenti di flashback. Rucha, come le sue «tre madri», si trova a fare i conti con la storia oscura della sua famiglia, raccogliendo le memorie di un passato, andando sempre più a fondo per scoprire la verità. È un film tutto al femminile, che ricorda il cinema di Pedro Almodóvar, e che racconta, almeno in parte, la vera storia della regista: «Nel film si intrecciano frammenti di immagini e memorie - spiega Dina Zvi-Riklis - per raccontare le vite di tre sorelle legate da una relazione complicata e carica di emozione. Loro decidono di sacrificare i mariti e i figli in nome dell’amore che le lega a doppio filo, perché sentono di non avere altra scelta». Info www.isoladelcinema.com.