«Il cinema italiano non ha futuro»

«Il cinema è morto. Se ai tempi del mitico Fellini si producevano oltre 300 film, ora non si supera la cinquantina: evidentemente qualcosa non va. E non si tratta di maggiore selezione ma di un incolmabile allontanamento dai gusti del pubblico. Il cinema è diventato come la musica da camera, un prodotto d'élite che difficilmente comunica qualcosa». Lo dice Pupi Avati a margine della conferenza stampa a Palermo per la presentazione del suo ultimo film La cena per farli conoscere. Per il regista «il cinema sta vivendo una crisi profonda e questo perché quando qualcosa non interessa alla politica, non ha futuro. La televisione, intanto, dilaga».