Il cinema latino allo Gnomo

Come di tradizione di questi tempi, per avere notizie dal Sud America conviene volgere lo sguardo a est, e non a ovest: è da Trieste, infatti, che viene la ventesima edizione del Festival del Cinema Latino Americano (svoltasi dal 22 al 30 ottobre), pronta ad essere ospitata al Cinema Gnomo dal 9 al 13 novembre.
Il Sud America, in questi ultimi anni, sembra aver richiamato su di sé maggiore attenzione da parte dell'Occidente svagato e opulento: le storie di un mondo ricco di popoli, di ferite, ma anche di speranze catturano in libreria così come nelle sale cinematografiche, facendo talvolta anche una discreta fortuna al botteghino.
Il tentativo del Festival del Cinema Latino Americano è esattamente quello di proporre un'America in 35 mm capace di farsi conoscere in modo immediato ed emotivo: il cartellone dell'iniziativa nasce da una ricerca tra i maggiori festival internazionali, e fornisce un caleidoscopio di generi, dalle commedia ai gialli, dai noir ai film in costume, ai documentari musicali.
Spazio dunque da domani ai film con Amigos del la infancia dell'argentino Mariano Argento (la proiezione sarà in lingua originale sottotitolata in italiano, negli altri casi la visione beneficerà della traduzione simultanea). Tra i titoli meritevoli di segnalazione ci sono Zapata en las montagnas del Chiapas (sabato 12, ore 18.30), documentario in lingua italiana di Cecilia Ricciarelli e Diego Malquori dedicato alla regione messicana teatro di continue sfide tra le forze governative e i ribelli, Cafundò, di Paulo Betti e Clovis Bueno, (sempre sabato 12, ore 20) incentrato sul panorama religioso brasiliano, frutto di sincretismo e influenze da ogni parte del mondo, e la coppia vincente del festival: Tatuado dell'argentino Eduardo Raspo (miglior film) e Habana Habana del venezuelano Alberto Arvelo (miglior thriller). Entrambi raccontano la storia di un viaggio rivelatore di una verità nascosta: il primo narra di una ricerca di un passato famigliare nella suggestiva cornice della pampa argentina, il secondo del viaggio verso la capitale cubana di un contadino deciso a comprare lì un paio di scarpe nuove per la figlia che compie gli anni.