Cinema: l'Italia da cartolina non seduce più l'America

Dopo «Nine», delude al botteghino anche When in Rome

L'Italia da cartolina, tutta sole, mare, amore, pizza, belle donne, simpatici cialtroni e mandolini, sembra aver stancato gli americani, almeno al cinema. Dopo uno dei flop più clamorosi della stagione, quello del musical Nine di Rob Marshall, ispirato al mondo di Federico Fellini e girato in parte nel nostro Paese, è rapidamente sparito dalla top 5 della classifica anche la commedia romantica When in Rome di Mark Steven Johnson, con Kristen Bell, Josh Duhamel, Danny DeVito e Luca Calvani, una storia che ruota intorno proprio alla Città eterna. Per Nine il fallimento è stato sonoro: a due mesi dall'uscita, nonostante il super cast, da Nicole Kidman a Daniel Day Lewis, ha incassato 33 milioni di dollari nel mondo (di cui solo 13 negli Usa), a fronte di un budget di 80 milioni. Meno pesante il flop di When in Rome (circa 21 milioni di spettatori incassati in dieci giorni). La pellicola (che in italiano si intitolerà La fontana dell'amore) è liberamente ispirata alla commedia melò del 1954 Tre soldi nella fontana. A differenza del film di Negulescu, però, la Disney, produttrice della commedia, non ha usato La fontana di Trevi come centro della storia, anche se è una delle ambientazioni, insieme ai vicoli storici, il Colosseo, il Pantheon e Piazza di Spagna. La «fontana dell'amore» della storia (che per esigenze di copione doveva avere una Venere al centro), è stata creata apposta in vetro resina a Piazza della Fontanella Borghese, in uno stile, che, ha spiegato lo scenografo Stefano Maria Ortolani, è ispirato a Giambologna con un tocco di Bernini. Un'aggiunta scenografica in una piazza storica, inizialmente accolta male dai residenti, che poi però, vedendo come la finta fontana fosse diventata un luogo di ritrovo nelle pause di lavorazione, avevano addirittura chiesto che a fine riprese non venisse distrutta. «Ovviamente non è stato possibile accontentarli - ha detto Ortolani - perchè il materiale impiegato garantiva alla fontana, realizzata con la collaborazione di Cinecittà, solo una vita «cinematografica». La storia ha per protagonista Beth (Bell, nota in Italia soprattutto per la serie tv Veronica Mars), giovane curatrice d'arte al Museo Guggenheim di New York, troppo stakanovista per avere tempo per l'amore. Tutto cambia durante un viaggio a Roma, per il matrimonio della sorella con l'affascinante Umberto (Luca Calvani). La ragazza girovagando per la città ruba d'impulso alcune monete gettate nella fontana dell'amore, provocando, per magia, l'immediato innamoramento degli uomini che le avevano lanciate: un produttore di salsicce (Danny DeVito), un mago di strada (Jon Heder), Antonio, un pittore passionale (Will Arnett) e un modello vanesio (Dax Shepard). Beth, inseguita dai buffi corteggiatori anche a New York, teme che sia sotto lo stesso incantesimo anche l'unico fra gli spasimanti che le piace, Nick, (Duhamel) brillante reporter conosciuto al ricevimento di nozze della sorella, culminato in una tarantella di massa. I due protagonisti hanno descritto con la stampa americana l'esperienza sul set a Roma come «gloriosa». L'unico inconveniente per loro è stato il caldo soffocante: «Gli italiani non hanno ancora scoperto l'aria condizionata» ha scherzato Kristen Bell, che ha preso con ironia anche l'incidente avuto nella capitale, una scottatura alla gamba durante una scena in scooter. Danny DeVito, oltre a sottolineare le doti comiche e recitative di Kristen Bell, definisce il film come romantico e divertente, «farà uscire il pubblico con un sorriso sul viso». Entusiasta del film anche Luca Calvani, che descrive il suo personaggio come «un uomo molto italiano», pazzo d'amore per la fidanzata e che accoglie a braccia aperte anche tutta la sua famiglia».