Il cinema dentro il museo diventa muto

Per sei sabati, dal 2 luglio al 6 agosto con inizio alle ore 21, la Galleria d'arte Moderna di Nervi porta il cinema muto nelle sue sale espositive. I film presentati coprono il ventennio più prolifico degli esordi del cinema proponendo al pubblico film meno conosciuti ma di notevole importanza e bellezza.
Una rassegna tanto più particolare per l'accompagnamento dal vivo, eseguito al pianoforte dal maestro Pino Longo, il tipico contrasto dato dal bianco-nero e la varietà dei generi, che il cinema muto ha contribuito a creare e che il cinema classico ha poi codificato.
I film sono coevi ad una parte delle collezioni e uno dei criteri che ha guidato la scelta è stato quello di proporre una rassegna legata al fenomeno del divismo, cercando aneddoti che legassero Genova con i protagonisti di alcuni film: Rodolfo Valentino, uno dei divi più celebrati che, entrato nell'immaginario collettivo come il più grande amatore di tutti i tempi, frequentò l'Istituto Agrario di S. Ilario, e Bartolomeo Pagano, il primo volto della figura leggendaria di Maciste, era originario sempre di S. Ilario.
Ecco il programma nel dettaglio. Sabato prossimo «Maciste a Nervi», cortometraggio inedito, presentato dopo il recente restauro curato della Cineteca di Torino. Dalla penna di Gabriele D'Annunzio nasce la figura di Maciste, il «liberto del paese prode dei Marsi» (come lo definì lo stesso scrittore), inventato per il film «Cabiria» del 1914 di Giovanni Pastrone. Il gigante buono affascinò gli spettatori e venne acclamato divo in brevissimo tempo. Bartolomeo Pagano aveva all'epoca trentasei anni e lavorava da sempre nel porto di Genova, dove fu notato da Domenico Gambino e Luigi Romano Borgnetto, due collaboratori di Pastrone che stavano cercando in giro per l'Italia l'interprete ideale per Maciste. A seguire «La caduta di Troia» di Giovanni Pastrone e Luigi Romano Borgnetto, 1910, e «L’eclisse del 17 aprile», documento storico in chiave comica della famosa eclisse del 17 aprile del 1912.
Sabato 7 luglio «Ricordando Valentino» con il film «Il figlio dello sceicco» di George Fitzmaurice (1926). Ultima interpretazione di Rodolfo Valentino, il quale morì poco prima dell'uscita del film nelle sale cinematografiche. L'ottimo riscontro di pubblico fu dovuto sicuramente alla prematura scomparsa del divo, ma anche per la maestria del regista e per le sue ambientazioni esotiche. Notevole la doppia parte di Valentino, nella veste dello sceicco e di suo padre.
Sabato 16 «Funny ladies» con Clara Bow, Antonio Moreno e Gary Cooper (una delle sue prime apparizioni cinematografiche), mentre il 23 luglio Marco Salotti (Docente di storia del Cinema presso l'Università di Genova e il Dams di Imperia) introdurrà l’argomento «Dive e divismo» (film «Mariute» con Francesca Bertini e «Cenere» con Eleonora Duse). Il 30 luglio tocca a Mary Pickford: la fidanzata d'America («Sogno e realtà»). Per finire, sabato 6 agosto si parlerà di restauri e pellicole, presentando «Onesime horologer», «Sur un air de Charleston» e «Le folie du docteur Tube», tre esperimenti d'avanguardia di altrettanti autori francesi destinati a diventare fra i più acclamati registi del loro periodo: Louis Feuillade, Jean Renoir, Abel Gance.

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