Cinema «Paranormal Activity» fa paura. Ma da quanto è brutto

Paranormal Activity è un film da prendere con le molle e non tanto per quello slogan che da settimane ha invaso i canali televisivi (e il nostro salotto) «avvertendo» lo spettatore che dopo la visione non riuscirà più a dormire. Credete, invece, per una volta, ai critici che lo hanno sonoramente bocciato increduli davanti ad una pellicola così brutta e mal girata da riuscire, non si capisce come, a guadagnare (pare complice il racconto di uno Spielberg spaventato) più di 100 milioni di dollari nei soli Stati Uniti. O meglio, una ragione è facile intuirla e va ricondotta ad una delle più riuscite campagne di marketing della storia del grande schermo. Chapeau, dunque, a chi, investendo poche migliaia di dollari, ha fatto come chi con la schedina da 2 euro fa 6 al Superenalotto. Il film, in stile The Blair Witch Project, finge di rappresentare una coppia alle prese con telecamera per immortalare la supposta presenza di fenomeni paranormali in casa. Che sia tutto falso dovrebbe essere evidente ma non stupisce il fatto che i ragazzi facilmente suggestionabili abbiano avuto, in alcuni cinema, attacchi di panico. Senza infamia e senza lode è An education, pellicola candidata agli Oscar per film, protagonista (grande mistero) e sceneggiatura non originale. Siamo nella Londra degli anni ’60 e la 17enne Jenny cambia prospettiva ed ambizioni quando conosce il playboy David, sullo sfondo della prerivoluzione sessantottina. Il film parte bene ma complice qualche difetto di regia declina verso una leggera noia.
I film più visti a Genova dall’1 al 7 febbraio: 1) Avatar; 2) Paranormal Activity; 3) Baciami ancora; 4) Alvin Superstar 2; 5) Tra le nuvole; 6) La prima cosa bella; 7) Io, loro e Lara; 8) Il concerto; 9) Bangkok Dangerous; 10) Il quarto tipo.