Il Cinese «arruola» Tex e fa del Pd un fumetto

(...) A spararle, e pure abbastanza grosse, ci pensa proprio il Cinese, Sergio Cofferati, che arruola l’eroe più amato dei fumetti western nelle truppe delle primarie, sperando anche che riesca a vincerle per guidare il Pd come una tribù di irriducibili Navajos. E così l’europarlamentare, che evidentemente è impegnatissimo a salvare l’economia del vecchio Continente dai danni provocati dai peggiori governanti, interviene a un convegno organizzato dalla Regione in occasione della mostra dei cartoonist di Rapallo. E non trova di meglio da fare che invocare un «Tex Willer per il Pd, capace di battere un Berlusconi-Mephisto. Dobbiamo sceglierlo con le primarie». Come una vecchia striscia scopiazzata, anche la metafora di Cofferati non è freschissima. Lui stesso ammette: «Anni fa mi chiesero se Berlusconi poteva assomigliare a Mephisto. Dissi di sì e devo dire che non andai molto lontano. Ora speriamo che la storia finisca lì, e che non ci sia nella realtà anche il figlio di Mephisto, Yuma. Anche se devo dire - aggiunge Cofferati - che Alfano ha dei tratti di somiglianza notevoli».
Il dubbio degli appassionati di Tex, quello vero, è piuttosto legato ai motivi per i quali a un Sergio Cofferati venga offerto il palco di una mostra di cartoon per fare un comizio. «Ho tutti i numeri, dal primo all’ultimo di una settimana fa, stipati in una cantina a Bologna», tira fuori il curriculum l’ex leader Cgil. Ma inevitabilmente perde anche questo duello. «Anch’io ho tutti i numeri di Tex - gli fa eco il capogruppo Pdl in Regione, Matteo Rosso - Perché allora la Regione, la mia Regione, non ha invitato me?». Mandato a vuoto il primo colpo, Rosso punta al bersaglio grosso e fa centro: «Piuttosto vorrei sapere dal grande esperto di Tex che dice di essere Cofferati? Ma al convegno ci è andato con l’auto blu e la scorta, o come faceva il vero Tex, in sella al suo cavallo?».
Tra l’altro di appassionati di Tex pare essere piena la politica, locale e nazionale, se anche il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, sventola la sua collezione senza numeri mancanti: «Da assiduo lettore di Tex Willer non posso fare a meno di rilevare che Cofferati dà una interpretazione forzata e sbagliata di Mephisto. Il Mephisto dei giorni nostri può essere solo De Benedetti». Se un fumetto non può fare il politico, con la storia di Tex in camicia rossa c’è chi è riuscito a rendere possibile il contrario.