Cinese sfruttava operai e li controllava con un monitor mentre lavoravano di notte

L'uomo costringeva i suoi
connazionali a lavorare anche nelle ore notturne e li controllava. Il laboratorio produceva capi di abbigliamento in pelle sfruttando il lavoro clandestino

Scafati (Salerno) - Un uomo, originario della Cina, costringeva i suoi connazionali a lavorare anche nelle ore notturne e li controllava attraverso un monitor. In una palazzina a due piani, situata nel comune di Scafati in provincia di Salerno, i poliziotti hanno sorpreso 12 immigrati cinesi a lavoro in un opificio che produceva capi d’abbigliamento in pelle. L’operazione, condotta dagli agenti della squadra mobile e dell’ufficio immigrazione della questura di Salerno, rientra in uno specifico servizio per contrastare lo sfruttamento della manodopera di cittadini extracomunitari.

In una stanza adibita ad ufficio, al piano superiore dell’ azienda, è stata trovata una persona che, attraverso un monitor, controllava che i propri connazionali non fermassero l’attività. Dagli accertamenti condotti sui 13 cittadini cinesi, 7 sono risultati sprovvisti di permesso di soggiorno e nei loro confronti è stato emesso ordine di espulsione. Il titolare dell’opificio, Zhang Chunyan, di anni 41, è stato arrestato per aver favorito la permanenza di clandestini, dei quali sfruttava la manodopera, ospitandoli nell’opificio manifatturiero privo delle più elementari norme igienico-sanitarie. Un suo connazionale, L.X.J., di anni 25, è stato arrestato per non aver ottemperato all’ordine di lasciare il territorio nazionale. Sul posto sono successivamente intervenuti un’unità dell’Asl e personale dell’ispettorato del lavoro.

Dalla ricostruzione delle forze dell’ordine si è appreso che i cittadini cinesi impiegati nella fabbrica producevano capi di abbigliamento su cui erano apposte etichette contraffatte ed erano costretti a lavorare, per lunghi periodi, in assenza di una retribuzione adeguata e privi di contribuzioni assicurative ed assistenziali. Le macchine utilizzate per la lavorazione dei capi di abbigliamento sono state sottoposte a sequestro.