Il «cinese» silura le nozze sponsorizzate dalla Vincenzi

E pensare che qualcuno aveva detto, solo due giorni fa: «Meglio se lascia Bologna per Genova, qui per lui c’è già pronto un incarico di prestigio. Marta Vincenzi non se lo lascia scappare, loro van d’accordo come due fave nel loro baccello!». Ieri, invece, lui, Sergio Cofferati, sindaco della città delle due torri pronto a rinunciare alla poltrona per fare il papà-sitter, ha fatto chiaramente capire di che fava si tratta: parlando del matrimonio fra Enia e Iride, in qualità di presidente del patto dei soci di Hera (la multiutility felsinea che doveva mettersi insieme alle due consorelle, convolate invece a giuste nozze in barba al terzo candidato), il «cinese» ha definito l’accordo come frutto di «incomprensibili anomalie sul piano dei comportamenti e, dunque, anche dei risultati». Ed ha specificato, con puntiglio: «Quei due non sanno nemmeno cosa hanno firmato». Un siluro che va direttamente a segno a Palazzo Tursi, a colpire una Marta che ha appena salutato con brindisi e sorrisi lo sposalizio fra Enia (la società di servizi acqua, gas, rifiuti e quant’altro di Parma, Piacenza e Reggio Emilia) e Iride (Amga Genova più Aem Torino). Insomma, una incavolatura non da poco. Altro che incarico di prestigio, da sovrintendente del Carlo Felice o segretario regionale del Pd: il «cinese», prossimo emigrato a Genova, pare ormai candidato a occuparsi solo di omogeneizzati e pannolini. Almeno, per qualche tempo. Aspettando - da cinese vero - sulle sponde del Bisagno che il nemico gli passi davanti.