Cinese ucciso in via Sarpi: preso il killer

È stato catturato il giovane killer del cinese ucciso con una coltellata al cuore venerdì sera, una manciata di minuti prima della mezzanotte, all’interno del bar-karaoke «Pegaso» all’angolo tra via Paolo Sarpi e via Canonica, proprio nel centro di Chinatown. Le indagini, condotte dai carabinieri del nucleo investigativo, hanno da subito seguito una pista ben precisa e, nel giro di poche ore, hanno dato i loro frutti. Oggi, durante una conferenza stampa, i militari spiegheranno come sono giunti all’assassino.
La vittima - Chen Hongguang, un 39enne in possesso di un regolare permesso di soggiorno e con qualche piccolo precedente per sfruttamento della prostituzione - è stato colpito dall’assassino due volte al torace con un coltello. All’uscita dal locale, infatti, la vittima, ha iniziato a litigare con i gestori, una coppia di connazionali, sulla cifra da pagare. «Duecento euro: questo è quanto ci devi» si è sentito rispondere dai due, irremovibili. La lite si è fatta via via sempre più violenta. E tra improperi e offese, urla e minacce, una quarta persona - un giovane poco più che ventenne, anch’egli coinvolto nella gestione del bar Pegaso - si è intromesso e ha preso l’iniziativa: in pochi secondi si è gettato su Chen Hongguang e lo ha ferito due volte con un coltello al torace. Uno dei fendenti ha raggiunto il cuore della vittima uccidendola sul colpo.
A quel punto l’assassino, resosi conto della gravità di quello che aveva fatto, è uscito di corsa dal locale senza nemmeno preoccuparsi di prendere il cappotto e portando con sé il coltello utilizzato per uccidere il connazionale.
In poche ore i carabinieri sono riusciti a sfondare il muro di omertà dietro al quale, soprattutto dopo fatti di sangue, si cela solitamente la comunità cinese. Stamattina spiegheranno se il movente dell’omicidio sia riconducibile a un semplice atto di spavalderia della vittima o se dietro la sua volontà di non saldare il conto si celi un tentativo di estorsione, un reato molto comune tra i membri della comunità cinese.
Nel frattempo il Pegaso - che nell’estate del 2008 era stato chiuso per cinque giorni a causa di un’altra rissa - sabato è stato sottoposto a sequestro penale da parte dei carabinieri e, subito dopo, è stato raggiunto da un provvedimento del questore che ne ha sospeso la licenza per ben sei mesi. Il locale, ricordano gli investigatori, è stato infatti teatro più volte di violente risse, alcune anche a colpi di machete.