Cinese violenta figlia, 15enne rimane incinta

Un 42enne arrestato a Bologna per violenza sessuale aggravata nei
confronti della figlia minorenne. L'analisi del dna del feto conferma la denuncia

Bologna - Un uomo di 42 anni di nazionalità cinese è stato arrestato per violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia minorenne a seguito della quale la ragazzina, quindicenne, è rimasta incinta. Tre mesi dopo la violenza la vittima, accompagnata da un’amica di famiglia italiana, si è recata presso un ospedale in provincia di Bologna per abortire. Gli esami successivi sul feto, in particolare l’analisi del dna, hanno confermato la denuncia della minorenne ora affidata ad una comunità.

Il racconto della violenza La violenza, secondo il racconto della quindicenne, è avvenuta alla fine del febbraio scorso nella casa dove viveva con la famiglia in provincia di Bologna. Quella sera la madre era uscita con delle amiche. Durante la notte - sempre secondo quanto denunciato dalla vittima - il padre, dopo aver abusato di alcol, è entrato nella camera che la ragazzina condivideva con il fratellino di dieci anni e ha abusato sessualmente di lei. Nei mesi successivi la vittima, forse per la paura della reazione della comunità cinese, non ha raccontato il grave episodio tanto che la mamma - spesso assente nell’ultimo periodo avendo rilevato la gestione di un bar nel Veneto - è stata informata nel corso delle indagini. Dopo essersi accorta della gravidanza la quindicenne lo ha rivelato al padre il quale le ha detto di rivolgersi alla vicina di casa, un’italiana infermiera di professione anche lei inconsapevole, in un primo momento, della grave violenza.

La denuncia All’inizio della settimana scorsa, accompagnata dall’amica in un ospedale del Bolognese per abortire, la ragazzina ha trovato il coraggio di raccontare tutto: così si è messa in moto l’autorità giudiziaria e si è attivata la polizia. L’interruzione di gravidanza è avvenuta dopo il terzo mese. È stato un intervento doloroso - informano gli investigatori - visto che la quindicenne ha avuto dodici ore di travaglio. Il padre - incensurato e da circa 7 anni in Italia dove ha lavorato in un laboratorio di sartoria - è stato arrestato dalla polizia il 21 maggio scorso nell’abitazione dove viveva, dopo che gli esami sul dna avevano confermato il reato di violenza sessuale sulla figlia. Il fermo è stato convalidato sabato scorso dal gip di Bologna. L’uomo, davanti al giudice, avrebbe negato la violenza o, quanto meno, avrebbe detto di non ricordarsi nulla perchè ubriaco. La quindicenne frequentava un istituto superiore di Bologna. Ora è stata affidata ai servizi sociali. La sua preoccupazione, a quanto si apprende, sarebbe quella di non essere accettata dalla comunità cinese o dalla madre per aver avuto la forza di denunciare la violenza subita.