Cinesi, sit-in per riavere i risparmi

Ieri oltre cinquanta asiatici hanno manifestato in via Egadi chiedendo i loro soldi. È la terza volta in due settimane. Sette di loro erano clandestini e sono stati fermati dalla polizia

Vanno a protestare perché la «loro» banca è stata chiusa dalla Guardia di Finanza, lasciandoli senza soldi, ma sono clandestini. Quindi vengono fermati dalla polizia e portati in questura per l’identificazione e la probabile espulsione.
Ieri in via Egadi, zona Solari, oltre cinquanta cinesi hanno manifestato contro quelli che ritengono i responsabili della loro rovina. Obiettivo il ristorante Ya Xasau proprio davanti alla stazione dei carabinieri. Immediato l’intervento dei militari e poi degli agenti del commissariato di Porta Genova. Che dopo aver identificato i presenti si sono portati via gli irregolari
Tutto comincia il 4 luglio, quando la Guardia di Finanza, scopre l’attività di una banca, nascosta dietro il negozio di un’agenzia di servizi per stranieri in via Giordano Bruno. Un giro d’affari abusivo di oltre 40 milioni, con almeno 20mila operazioni di trasferimento di denaro all’estero. I militari trovano 220mila euro in contanti, sequestrati insieme a titoli di credito per circa 120mila euro. Cinque persone vengono denunciate all’autorità giudiziaria: tre italiani e due cinesi, il titolare dell’agenzia di servizi e la sua impiegata.
Il 18 luglio un centinaio di cinesi si ritrova in via Paolo Sarpi, all’angolo con via Bramante, per manifestare contro il proprietario del negozio «Oriente Store». «Ci deve dare indietro i nostri soldi», dicono i manifestanti che occupano la strada. Una settimana dopo eccoli davanti al Ya Xasau il cui proprietario mister Hu ha come unica colpa avere una sorella che convive con il titolare della famosa agenzia. Mister Hu li fa entrare nel ristorante, li sfama gratis e in qualche modo riesce a farli sloggiare.
Ieri pomeriggio il bis. «Non so che fare - dice disperato mister Hu, 37 anni - io non c’entro nulla. Ho cercato di spiegare che mia sorella ha venduto il ristorante per far fronte alle richieste dei nostri connazionali e che tutti saranno rimborsati. Spero solo che questa vicenda finisca al più presto».