Un cinghiale sfugge ai cacciatori ma scivola e «piove» sulla spiaggia

Un tonfo sordo, una nuvola di polvere che si solleva improvvisamente e non fa capire cosa sta succedendo.
In spiaggia - la spiaggia di Montemarcello, in quel di Bocca di Magra -, i bagnanti tardivi affezionati al sole di settembre hanno un sussulto collettivo. Aspettano che si diradi la nube di sabbia, ma intanto si guardano in faccia spaventati.
Passano secondi interminabili, poi si vede qualcosa, pare un mucchio di peli, un corpo tozzo, le zampe: è un cinghiale. Immobile.
Qualcuno si fa coraggio, si avvicina, intuisce l’accaduto: l’animale è precipitato dal dirupo che sovrasta il litorale, un volo da troppo in alto, non poteva farcela.
E allora la paura si trasforma in pietà, per quell’enorme esemplare di ungulato che chissà quante volte si è salvato dalle pallottole dei cacciatori, per andare a morire proprio lì, in mezzo ai turisti, col rischio di abbattersi su qualcuno e...
Non è la prima volta, dice qualcuno, che «piovono» cinghiali a Montemarcello. Altri dicono che non è mai successo. Fatto sta che i cinghiali si sono moltiplicati sulla collina, fanno scorrerie che finiscono inevitabilmente ai limiti del dirupo.
Qualche volta riescono ad arretrare in tempo, a salvarsi. Altre volte scivolano. L’esemplare precipitato l’altro giorno in spiaggia pesava più di trenta chili, adulto. Una caduta da quell’altezza significa «atterrare» a una velocità che non lascerebbe scampo al malcapitato che si trovasse sulla traiettoria.
Da tempo, comunque, le guardie volontarie di servizio nell’area del parco naturale conducono un’azione di monitoraggio e di censimento dei selvatici anche per prevenire incidenti. Questa volta il cinghiale ha saltato tutti i controlli, ma ha evitato anche di provocare danni. Come se lo sapesse che, nel punto in cui è precipitato, stava giocando un bambino, e non era il caso di fargli male.