Il cinico finanziere Crowe scivola tra i vini provenzali

Brutto Sotto il sole della Toscana di Audrey Wells (2003)? Più brutto l'analogo Un'ottima annata di Ridley Scott, che potrebbe intitolarsi Sotto il sole della Provenza, tanto vi torna il tema dell'anglosassone che ri-scopre se stesso, a contatto con la natura su uno sfondo latino. Quello di Ridley Scott (I duellanti, Alien, Blade Runner) avrebbe potuto essere un vero film, perché è stato realizzato con ben più ampi mezzi del film della Wells. Ma subito si capisce che Un'ottima annata è un superspot per la regione Rodano-Provenza. Operazione lecita, quando fa girare denaro col turismo, operazione meno lecita quando fa girare qualcos'altro allo spettatore che gli affidi il suo svago natalizio. Siamo fra le vigne del Luberon, inquadrate con la luce autunnale e diagonale delle albe e dei tramonti. Pensate che, fra tanto splendore, affiorino echi di Jean Giono o Marcel Pagnol? No, solo di tale Peter Mayle, romanziere da viaggio che Scott rifrigge con vaghi echi dickensiani (Grandi speranze), affidandosi solo alle trovate professionali che lo resero celebre oltre trent'anni fa, quando firmava magnifici spot. Solo che qui dimentica acutezza, originalità, stile dimostrati allora e dopo, quando ormai faceva grande cinema, quello che proprio gli anglosassoni capirono per ultimi. Un'ottima annata ha solo rari momenti suggestivi, come quando a Crowe (spietato agente di Borsa nella City londinese) vengono i ricordi d'infanzia, evocati dalla casa dello zio (Albert Finney) che ha ereditato. Ma la caratterizzazione del vignaiolo locale (Jacques Herlin) è uno stereotipo del campagnolo francese, baschetto e baguette in meno. E gli altri attori sono uguali o peggiori.

UN'OTTIMA ANNATA di Ridley Scott (Usa/GB/Francia 2006), con Russell Crowe, Albert Finney 118 minuti