IL CINISMO DI «PAPERISSIMA SPRINT»

Andata in vacanza Striscia la notizia, ecco darle il cambio Paperissima Sprint (Canale 5, ore 21), trasmissione vacanziera di Antonio Ricci il quale quest’anno volta le spalle ai concorsi estivi per veline e velone e ripiega sul tran tran di un appuntamento di rodata affidabilità. L’unica concessione alla fantasia è nella scelta dei conduttori e in questo bisogno di sparigliare le carte c’è una sorta di continuità: già fece curiosità, qualche stagione fa, l'accoppiata Mike Bongiorno-Antonella Mosetti, con il principe dei telequiz che si fingeva su un’isola deserta e da lì lanciava i filmati amatoriali non prima di aver invitato la Mosetti a togliersi qualche capo di dosso. Era un Mike impertinente e ironico, quello ingaggiato per l'occasione da Antonio Ricci. Un Mike da «agosto moglie mia non ti conosco» e la trovata fece il suo effetto. Quest'anno nel pacco sorpresa di Paperissima c'è la strana coppia Gabibbo-Eva Henger, ex pornodiva ora riciclata nel ruolo di intrattenitrice di un programma che si rivolge soprattutto ai telespettatori più piccoli. Il cortocircuito, anche in questo caso, è quindi assicurato. Conduttori a parte, il piatto forte della trasmissione è comunque sempre costituito dai filmati amatoriali di sadici padri e madri di famiglia che nel filmare cerimonie, pasti domestici, festicciole e scorribande in giardino dei loro figli fremono (non può che essere così) in attesa del piccolo incidente che dia loro l'occasione per spedire il filmino alla redazione di Paperissima. Dall'altra parte del video, nel frattempo, un’altra fetta di sadici gode nel vedersi propinare capitomboli spettacolari, craniate da urlo, inciampi a rischio di frattura, scontri frontali tra tricicli lanciati in corse spericolate, con l’aggiunta di qualche incidente che coinvolge anche gli adulti, ma quasi di passaggio. Il dato più singolare di questa mania collettiva di produrre e inviare materiale di tale tipo è che il motivo scatenante della risata di pancia, un tempo affidato alla visione di persone che scivolavano sulla classica buccia di banana, ora si è allargato impietosamente agli stessi esponenti del proprio nucleo famigliare. Una volta bastava una generica vecchina che cadeva per terra a gambe levate per suscitare il cinismo di una fragorosa risata. Ora la vecchina non basta più e occorre precettare i parenti stretti. Meglio ancora se infanti. Volessimo metterla sul sociologico, diremmo che la soglia del cinismo si è pericolosamente alzata fino a inglobare l'ambito domestico. Siccome non vogliamo buttarla necessariamente sul sociologico, ci limiteremo a registrare che lo slogan preferito da chi i filmati li manda e da chi poi li guarda è lo stesso: più ti fai male e più mi fai sbellicare.