Cinquant’anni di Guinness Ecco i primati tutti da leggere

In uscita un volume commemorativo divertente, bizzarro, alternativo. Racconta gli avvenimenti e i personaggi più incredibili del pianeta, come la storia del pasticciere di Trapani che ha preparato un cannolo da ottocento chili

«Qual è l’uccello più veloce del mondo? Il piviere dorato o la pernice?». Correva l’anno 1951 quando Sir Hugh Beaver, il direttore delle birrerie Guinness, pertecipò con alcuni amici ad una battuta di caccia vicino al fiume Slaney della Contea di Wexford, in Irlanda. In quell’occasione, alcuni pivieri dorati sfuggirono ai fucili dei cacciatori e proprio quella sera, al ricevimento dopo la caccia, nacque la discussione: si trattava o no dell’uccello più veloce? Nessun libro era in grado di sciogliere il dubbio né su questo né sugli altri argomenti di cui si discuteva, la sera, negli 81mila pub di tutta la Gran Bretagna e l’Irlanda. Fu così che Sir Hugh decise di crearne uno che desse le risposte a tutte le controversie sui record rimasti imbattuti.
Non è dato sapere se si tratti solo di una leggenda, o di una storia vera con qualche dettaglio romantico di troppo, ma la vicenda è comunque passata alle cronache come la nascita del Guinness Book of Record, il bestseller che raccoglie tutti i primatisti del mondo e che quest’anno ha raggiunto il suo cinquantesimo compleanno. Il primo libro del Guinness dei primati fu infatti pubblicato nel 1955. A compilarlo furono i gemelli Norris e Ross McWhiter, che fino ad allora avevano gestito a Londra un’agenzia d’investigazioni private. Fu aperto un ufficio in Fleet Street e si diede inizio ai lavori che il 27 agosto dello stesso anno portaro alla pubblicazione della prima edizione. Prima di Natale il libro era già in testa alla classifica dei best seller e da allora ogni anno ha conquistato sempre la prima posizione, fatta eccezione per il 1957 e il 1959 in cui non fu dato alle stampe. I due dovettero faticare non poco per scoprire i primati mondiali con cui riempire le 198 pagine. Fatica che cessò quasi immediatamente. Già pochi anni dopo, infatti, vennero sommersi di segnalazioni di record più o meno stravaganti, provenienti da ogni parte del mondo. I due dovettero, così, concentrarsi su come verificare l'attendibilità delle imprese, fattore ancora oggi in cima alle priorità della Guinness World Records, l’istituzione universalmente riconosciuta.
L’importante anniversario arriva dopo che il libro ha superato il traguardo dei 100 milioni di copie vendute in cento Paesi diversi, oltre ad aver stabilito il record di traduzioni, per la precisione ventitré. Numeri, nella storia, inferiori soltanto a quelli della Bibbia e del Corano, due volumi religiosi che, peraltro, non sono coperti da copyright.
Non sono tantissimi i primati tricolore presenti nel mitico librone, ma sono comunque significativi e per lo più presenti nella categoria, guarda caso, della gastronomia. Le ultime iscrizioni un anno fa, quando una treccia di mozzarella lunga 604,80 metri a Frosolone, in Molise, una frittata di mille uova a Padula ed un cannolo siciliano che pesa ottocento chili a Valderice, in provincia di Trapani, entrarono di diritto nel Guinness dei primati.
Ma nel Guinness World Record 2005, l’edizione speciale per il cinquantesimo anniversario, con tanto di copertina dorata luccicante, resistono ed entrano vecchi e nuovi record made in Italy. Il primo è quello dell'auto più grande del mondo, adibita ad uso privato, realizzata da Ettore Bugatti nel 1927: lunga 6,7 metri con oltre 2 metri di cofano. Resiste anche un altro record, che vede protagonista Pasquale Tramontano. Ha realizzato nel 2001 lo stivale più grande del mondo: cinque anni di lavoro per cucire insieme 40 pelli di cuoio, per realizzare una scarpa alta 4,16 metri e larga 80 centimetri. Costo dell'opera: 25 milioni di lire.
In tema di gioielli, è italiano il diadema più costoso mai realizzato, quello che lo stilista Gianni Versace ha disegnato e commissionato per un abito nel 1996. Oro giallo e diamanti da cento carati per un costo di cinque milioni di dollari. E da un gioiello veramente poco comune, si passa a qualcosa che si adatta meglio all'uso quotidiano. È del 2001, infatti, il divano più lungo del mondo. Con la sua forma a mezzaluna, misura 35,11 metri. Questa volta ad entrare nell'albo dei record non è stato un singolo, bensì la ditta di arredamento Natuzzi.
Anche un hobby come quello della lettura può diventare occasione per stabilire un record. È il caso del centro culturale di Rovereto, in provincia di Trento. In sei hanno infatti letto opere ininterrottamente a voce alta per ben 53 ore e 2 minuti. Il tutto è avvenuto tra il 29 novembre e il 2 dicembre del 2002.
Passando ancora una volta tra le cucine italiane si scopre che a Mottola, in provincia di Taranto, l'8 agosto del 2001 è stato realizzato il panino più lungo del mondo: 634 metri. Ma non poteva mancare la pizza, piatto tipico napoletano. Ma il record è bresciano: 126 metri di pomodoro, basilico e filante mozzarella, come vuole la tradizione. Come dessert, inoltre, i maestri gelatai di Rimini hanno realizzato nel 1998 un cono gelato di ben 210 differenti gusti. Per i più golosi invece, è a Torino che si può trovare la tavoletta di cioccolata più grande: 304 centimetri di cacao. L'occasione fu quella della prima edizione dell'Eurochocolate avvenuta nel 2000.
Anche il cinema ha regalato all'Italia un posto d'onore nel Guinness dei primati, anzi tre. Il film di Roberto Benigni La vita è bella ha realizzato l'incasso record di 229 milioni di dollari. Ha battuto il primato di film straniero più visto nel Nord America, con un incasso pari a 57,6 milioni di dollari e ha vinto più premi Oscar di quanti un film italiano non abbia mai ottenuto dalla giuria hollywoodiana negli annali dello storico premio cinematografico.
Sui record più curiosi, invece, l’Italia è latitante. Il cammello-poliziotto di più alto grado, ad esempio, è di Los Angeles, mentre il record del maggior numero di zucche tagliate in un’ora (42) è di un newyorchese. È invece hawaiano il lottatore di sumo più pesante della storia (227 kg). Ma il libro dei Guinness dà spazio anche a «passioni» più morigerate: nel Norfolk, in Inghilterra, si disputa il campionato mondiale della lumaca più veloce.