Cinquanta chilometri per andare in ospedale

Per non far scappare più i pazienti resteranno aperte 10 strutture su 27

(...) cioè la «fuga» dei pazienti verso strutture di altre regioni, perché qui non trovano quello che cercano. Una scelta che provoca costi salati per il bilancio. Serve una risposta adeguata. Ecco quella che dà Burlando: «Gli ospedali in Liguria sono troppi, ce ne sono 27. Bisognerà ridurli, al massimo ne devono restare 10-12».
Ma se negli ultimi due anni le liste di attesa si sono allungate a dismisura? Ma se i liguri già «emigrano» per cercare strutture adeguate fuori regione, con meno della metà degli ospedali non scapperanno ancora di più? Burlando ammette che sì, è vero, le liste di attesa sono troppo lunghe, ma per la maggior parte «riguardano la diagnostica e le visite specialistiche, non i ricoveri. Se uno viene ricoverato la Tac gliela fanno subito. Il problema è che c’è un’offerta sballata di servizi, direi un accanimento nell’offerta ospedaliera». L’assessore al Bilancio, G.B. Pittaluga aggiusta il tiro: «La fuga di pazienti in altre regioni riguarda principalmente l’ortopedia, l’oncologia e la riabilitazione, sono queste le offerte che bisogna migliorare per non far andare via i pazienti». Quindi servono sì più strutture per la riablitazione e più centri specialistici, ma l’idea di Burlando non è quella di razionalizzare gli ospedali, togliendo magari un reparto sotto utilizzato per aprirne uno del quale c’è maggiore necessità. L’idea è quella di tagliare proprio tutto l’ospedale, per intero. Anche eliminando i reparti necessari.
E facendo di conto, si fa presto a vedere quanti ospedali resteranno. Perché dei 10 da salvare, almeno 4 saranno a Genova per forza: San Martino, Galliera, Gaslini e ospedale di vallata (o struttura comunque equivalente come territorio) non sono certo in dubbio. Sempreché nel capoluogo non ci sia altro spazio per uno o due ospedali, il resto del territorio ligure si dovrà dividere sei strutture. Cioè meno di una ogni cinquanta chilometri. Non sembra un problema per Burlando. «Sono magari i politici locali che spingono per avere gli ospedali ovunque - assicura il presidente -. La gente invece non li vuole. I numeri dimostrano che la gente va dove ci si cura bene». A parte il bel complimento ai medici e al personale degli ospedali liguri, resta una scelta annunciata, ma la cui portata forse non sembrava così drastica. D’altra parte lo stesso assessore Pittaluga, confermando che la scelta di continuare a coprire i costi della Sanità con le sovrattasse anziché con risparmi in altri settori è tutta politica, spiega che «un bilancio della Regione mica può essere solo Sanità». Infatti Burlando prima di toccare il nervo più scoperto dei conti liguri, aveva dedicato tutta la sua relazione a esaltare i risultati positivi degli ultimi due anni in tema di maggiore occupazione, ripresa economica, turismo in crescita. Fiero soprattutto del fatto che in molti hanno creduto e crederanno agli annunciati miracoli della sua gestione, capace di far crescere i posti di lavoro e le esportazioni già nel 2005 con una manovra finanziaria entrata in vigore nel 2006. D’altra parte, per spiegare i risultati del suo governo in fatto di bilancio ha persino abbandonato i lavori del consiglio regionale, non senza osservare come fosse noto che «oggi c’era il bilancio, lo si sapeva, mica mi possono chiedere di rinunciare a presentare i dati. Che bisogno c’era di fissare il consiglio?» Un’altra di quelle domande a cui in Regione si danno delle non risposte. Stavolta toccherà a Mino Ronzitti trovare quella più singolare.