Cinquanta euro per avere il silenzio è una tassa su un diritto costituzionale

Mi riferisco a un articolo in cui si fa riferimento ad una delibera della giunta in cui si chiede il pagamento per un servizio dei vigili urbani dovuto ripeto dovuto alla cittadinanza.
A tale proposito manifesto la mia indignazione facendo alcune considerazioni.
La nostra Costituzione garantisce all’art. 32 la tutela della salute dei cittadini, salute che può essere compromessa perdendo il riposo e la tranquillità. A tutela delle regole che organizzano la vita sociale vi sono organismi preposti al controllo; pagati dai contribuenti. Questi servizi esistono con la finalità di intervenire laddove i cittadini ne richiedano l’intervento ed è questa specifica attività che la collettività richiede a coloro che hanno voluto indossare una divisa.
Ciò premesso ritengo e riteniamo che l’organismo preposto ad intervenire per porre fine a rumori molesti, abbai di cani e quant’altro crei disagio al cittadino debba fornire il servizio senza ulteriore spesa considerato che come contribuente ha già abbondantemente pagato. Inoltre, la delibera di cui si fa cenno ha un forte sapore classista in quanto esclude dai servizi dovuti alla cittadinanza tutti coloro che non possono sborsare 50 Euro.
Certo è che nessuno si sarebbe aspettato dall’attuale giunta un atteggiamento che li vede favorire cittadini con disponibilità e penalizzare chi, non ha possibilità per far valere un diritto fondamentale. In merito «alla valutazione del disturbo da “rumore”» ritengo che dovunque il rumore crei disagio, la differenza sta nel fatto che dove abita l’Assessore, i vigili urbani corrono a constatarlo, dove abita il signor Ferilli si chiede il pagamento per il servizio; e chi sa se lo si otterrà.
Va inoltre tenuto conto che il cittadino «medio» non ha altri strumenti, oltre a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine e dei vigili urbani, per poter far cessare il disagio derivante da rumore, schiamazzi, abbai di cani ed ogni altra forma di disturbo creata da incivili o cafoni che sfruttano l’inefficienza degli organi preposti, restii ad intervenire, per poter fare ciò che gli pare in barba ad ogni norma e/o legge che regolamenta il vivere civile.
Con questi presupposti (50 Euro ad intervento) risulta evidente che i valori di eguaglianza tra i cittadini, da sempre sbandierati dalla sinistra, non trovano riscontro nella vita di tutti i giorni nemmeno negli amministratori che dovrebbero impersonificarli dando un’immagine di colleganza tra cittadino e Istituzione invece di fare di tutto per sfiduciare il contribuente.
Vi sarei grato se vorrete pubblicare questa mia che rispecchia il parere di molti anzi moltissimi miei vicini che si sono trovati ad aver bisogno specialmente dell’assessorato del signor Merella; vi invito ad omettere il mio nominativo.
Distinti saluti.