Cinquantamila euro di risarcimento per lo stupro

Condannati a poco più di otto anni due uomini che abusarono di una commessa

da Milano

Aggredita nel parcheggio della metropolitana, sequestrata, derubata, e infine violentata. L’incubo di una 27enne, consumato nel febbraio dello scorso anno. A distanza di poco più di un anno, i responsabili dello stupro sono stati condannati: 8 anni e otto mesi di reclusione per Claudio Strangi (pregiudicato per reati sessuali, per i quali aveva già subito una condanna a 15 anni e 5 mesi) e 8 anni e sette mesi per Francesco Cannaò.
Un meccanismo, quella della continuazione, che porta così la pena di Strangi a un totale di 24 anni. Meno, comunque, di quanto chiesto nel corso della requisitoria dal pubblico ministero Marco Ghezzi, che aveva invocato una condanna a 32 anni. I due imputati, inoltre, dovranno risarcire 51mila euro alla vittima e 2mila al Comune di Milano, che si era costituito parte civile.
L’epilogo giudiziario di una notte da «arancia meccanica». Le 8 di sera del 21 febbraio 2006. La ragazza, dopo una giornata di lavoro, recupera la propria automobile nel parcheggio di Bisceglie, alla periferia di Milano. Strangi e Cannaò la avvicinano. La minacciano con un coltello alla gola e la violentano. È solo l’inizio. I due la costringono a salire in macchina, e si fanno portare nel negozio dove la giovane lavora per prelevare l’incasso della giornata. Qui, la vittima viene legata e abbandonata fino a quando, intorno alle 4 del mattino, riesce a liberarsi e a chiamare la polizia.
I legali degli imputati hanno annunciato ricorso in appello, perché «il loro riconoscimento non è affatto pacifico».