In cinque anni 3800 attacchi

Le violenze anti-cristiane sono una novità per il Punjab, ma in molti Stati della democratica e pluralista Unione indiana sono una realtà all'ordine del giorno. Il fanatismo religioso, innestato su un forte nazionalismo indù, da anni miete vittime anche tra musulmani e sikh. Secondo l'ultimo rapporto del ministero degli Interni, negli ultimi cinque anni gli attacchi mossi dall'estremismo religioso sono stati più di 3.800. In India la comunità cristiana rappresenta meno del 2% e i cattolici sono una piccola frazione, ma hanno in mano prestigiose istituzioni scolastiche e promuovono una politica di superamento delle caste, sistema, invece, caro al nazionalismo indù.
La persecuzione dei cristiani in India ha avuto il suo culmine nei pogrom dell'estate 2008 in Orissa: una religiosa laica bruciata viva, un sacerdote morto per le percosse, oltre 5mila case bruciate, quasi 300 chiese distrutte e più di 50mila sfollati. Nel Natale dell'anno precedente, sempre in Orissa, il distretto di Kandhamal era stato teatro di una vera e propria caccia al cristiano, con 5 morti, 52 chiese distrutte, insieme a 6 conventi e centinaia di abitazioni.