«Cinque domande a Fassino e Rutelli»

da Roma

Sandro Bondi pretende da Romano Prodi una smentita, delle scuse. Troppo «gravi» sono state le sue dichiarazioni di martedì su presunte «minacce» e «lusinghe» che l'attuale maggioranza avrebbe rivolto al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi perché venga promulgata la nuova legge elettorale. Altrimenti, per il coordinatore di Forza Italia, il Professore avrà compromesso «in modo irreparabile la propria credibilità personale», come candidato del centrosinistra a Palazzo Chigi.
Ai leader dell’Unione Bondi rivolge cinque domande, a nome del suo partito che è quello del premier Berlusconi.
Primo: «Il segretario dei Ds Fassino e il presidente della Margherita Rutelli, veri grandi elettori di Prodi nelle primarie di ottobre, erano a conoscenza dell'intenzione del leader dell'Unione di trascinare nella polemica politica il capo dello Stato?».
Secondo: se non lo erano, perché non si sono dissociati?
Terzo: per Fassino e Rutelli è «accettabile» che il leader di una coalizione possa diffondere attraverso i mass media «accuse così gravi e politicamente impegnative attraverso un documento dattiloscritto, senza consultare in alcun modo i propri alleati?».
Quarto: e questo può accadere in una sede istituzionale come quella del Senato, a margine dei lavori parlamentari sulla legge elettorale e «alla presenza di molti leader di partito, inconsapevoli di ciò che Prodi avrebbe detto?».
La quinta domanda di Bondi appare retorica: questa è «la prima avvisaglia che all'interno dell'Unione è già venuta meno la cabina di regia sui maggiori temi dell'agenda politica italiana, come ulteriore dimostrazione dell'incapacità della sinistra di presentare agli italiani un progetto condiviso sul piano dei valori e dei programmi?».
Secondo il coordinatore di Forza Italia se gli esponenti della sinistra vorranno rispondere a queste domande, sarà possibile aprire un confronto politico «più civile e rispettoso delle regole della democrazie e della necessità di costruire insieme il futuro del Paese».