Cinque giornate, in Duomo sono riapparse le barricate

Quest’anno il Comune ricorda la figura del patriota Felice Bellotti

(...) «Sono passati più di 150 ann da allora, ma questa ricorrenza non è una celebrazione retorica - ha affermato ieri mattina il sindaco Gabriele Albertini all’apertura delle celebrazioni in piazza Cinque giornate -, non ha mai perso il suo potere di entusiasmare i milanesi e gli italiani: sentiamo le Cinque giornate come qualcosa che ci appartiene, come un bene da custodire con orgoglio e affetto. Le stesse immagini della Milano dell’epoca che rivediamo nei libri e nei documenti storici ci mostrano una città in cui ci riconosciamo, che si impegna, vuole prendere nelle proprie mani il proprio destino e determinare il suo progresso».
Quest’anno il Comune, come ha sottolineato Gabriele Albertini, ha deciso di ricordare la figura di Felice Bellotti, letterato e patriota, ripubblicando un’ode composta mentre era in esilio a Lugano. «Bellotti - ha ricordato - era anche consigliere comunale. Fu uno dei prigionieri del Broletto, venne catturato dagli austriaci insieme ad altri patrioti tra cui il fratello Pietro, che era assessore del Comune». Dopo 108 anni dalla prima pubblicazione, Palazzo Marino torna a celebrare «questo grande personaggio che merita di essere riscoperto per le sue qualità letterarie e la dirittura morale». Il momento conclusivo delle celebrazioni è previsto per la serata del 22 marzo, con un spettacolo al Piccolo Teatro di via Rovello: andranno in scena quattro atti unici, scritti da drammaturghi contemporanei ma attraverso i quali si tornerà al clima dell’epoca.