Cinque giorni d’indagini per svelare chi vuole ammazzare il «giallo»

Incontri con gli autori, letture, musica, foto e happy hour: due editori e due librerie si alleano per proteggere un genere letterario

Ferdinando Maffioli

C’è la potenziale vittima, che ovviamente farà di tutto per salvare la «ghirba». E c’è l’aspirante assassino (un pericolo serio, non un qualsiasi «spazzapollee») che, al contrario, altra speranza non ha se non quella che il suo obiettivo possa «ciappà l’àmid». Come ogni thriller, poi, anche questo ha i suoi bravi detective (anzi, un’alleanza di detective). E a loro dovranno bastare cinque giorni - in un «distretto» un tempo sfiorato dalla nebbiosa Martesana - per far trionfare il Bene.
Fuor di metafora, bisogna dire che, per una volta, la potenziale vittima è proprio il giallo italiano: «Un genere che sta vivendo un momento felice e di grande creatività - spiegano dalla casa editrice Mursia - ma che deve fare i conti con logiche commerciali distorte che finiscono per soffocarlo».
Per evitare tutto questo ecco la rassegna «Giallo & Co», cinque giorni di indagini letterarie - incontri con autori, letture, immagini, musica e happy hour - con un duplice scopo: «proteggere», dare ossigeno, fare spazio agli scrittori e agli editori italiani, e far conoscere l’associazione «Giallo & Co» di cui è presidente Giorgio Faletti. «Luogo del delitto», cioè la sede degli incontri, è la Libreria Mursia di via Galvani 24 (angolo Melchiorre Gioia, la Martesana...).
Per l’occasione la Mursia ha aperto i suoi spazi - ecco l’alleanza - a un altro editore, Todaro, e ad un’altra libreria: «La Sherlockiana-Libreria del giallo» di Tecla Dozio. E tocca proprio a Carlo Lucarelli, eccezionalmente nella duplice veste di indagato e indagatore, aprire domani alle 19 le «investigazioni», come soggetto del libro «Almost noir. Indagini non autorizzate su Carlo Lucarelli».
Sempre domani si inaugura la mostra «Milano Noir», con le foto che Gianluca Bucci ha scattato in «quella sottile linea di confine che c’è tra la notte e il giorno, in cui le fabbriche del divertimento hanno chiuso da poco e quelle vere non hanno ancora aperto».
Per gli altri appuntamenti (info: 02-6737.8530), sempre alle 19, martedì abbiamo «Giallo con happy hour. Indagini sui delitti letterari», mercoledì «Contaminazioni: giallo, fantascienza, fantastico e humor noir», giovedì «Delitto a bordo. Un mare di guai» e venerdì «Il delitto è in tavola. Indagine gastronomica». Con tanti ospiti: da Elisabetta Bucciarelli ad Andrea G. Pinketts, da Dario Camilotto a Gianni Biondillo.
Insomma, in fatto di noir Milano conferma d’avere radici profonde. Lo prova anche «Il gergo della mala» di Giovanni Luzzi, recente e divertente libro (Libreria Milanese, 190 pagine, 12.40 euro) che attraverso una girandola di termini - dopo aver tradotto «ciappà l’àmid», provate a vedere la differenza tra «filibus» e «filippina» - svela tutto un sottobosco popolare, con le sue liturgie lessicali, i balordi con la «lugànega», le «damazze de ringhèra» e i folcloristici «dervascàtol». Per chi invece volesse ripercorrere la filigrana nera del Novecento meneghino ecco «Milano criminale», di Andrea Accorsi e Daniela Ferro, (Newton & Compton editori, 330 pagine, 14.90 euro): dal caso di Alberto Olivo - pochi giorni di galera dopo aver fatto a pezzi la moglie - alla «Belva di via San Gregorio», dal delitto Ambrosoli al sanguinoso assalto a un furgone in via Imbonati. La prefazione è dell’ex-questore Achille Serra, che molti di quei fatti li ha vissuti. Anche a rischio di «andà su l’assa».