Cinque giovani danzatori colgono l’occasione a S. Matteo

Musica elettronica e un violoncello accompagnano il balletto

Questa sera in piazza San Matteo è di scena il balletto: alle 21.15 cinque danzatori daranno vita a «Kairos», ossia «l'occasione», «il momento giusto», nell'ambito del festival di Lunaria. Le coreografie dello spettacolo, una produzione DanzArte interpretata dalla compagnia Diabasis Ballet, sono state ideate da Maria Grazia Sulpizi: «L'idea dello spettacolo mi è nata dopo essermi imbattuta nella parola greca «kairos», che indica il momento giusto, il tempo in cui il cambiamento è possibile».
Ecco quindi un prato verde e quinte coloratissime in cui si muovono i ballerini, giocando sulla gestualità e su contrasti cromatici, per realizzare in scena la metamorfosi dall'apparenza alla percezione, fino al risveglio e, finalmente, all'apertura. La platea disseminata di sedie colorate coinvolgerà anche il pubblico in questo percorso di trasformazione.
Filo conduttore del balletto è l'evocazione delle emozioni, che sono codificate nel linguaggio della danza, nell'armoniosa successione dei movimenti. «Ho chiesto ai ballerini di riversare le loro emozioni nell'espressività corporea, ispirandosi allo spunto iniziale. Poi abbiamo lavorato per tradurre queste emozioni nella danza - continua Maria Grazia - É stato un lavoro complesso, ma stimolante; inoltre, il fatto di lavorare con danzatori molto giovani, tra i diciotto e i ventidue anni, fa sì che siano liberi da pregiudizi, disponibili a sperimentare».
Giovani ma già molto talentuosi, il ragazzo e le quattro ragazze della compagnia, visto che sono stati tutti premiati in concorsi internazionali. Il debutto in prima nazionale di «Kairos» è stato appositamente destinato a Lunaria, che, dal 2003, ha ospitato le produzioni di Diabasis Ballet ogni anno. «Daniela Ardini, direttrice artistica del festival, l'organizzatrice del festival, ci ha dato fiducia quando eravamo ancora una compagnia sconosciuta: riservare la prima al festival è una sorta di omaggio». La musica scelta per il balletto è una selezione di brani dai «Massive Attack», musica elettronica con squarci melodici di intensa poesia, da Vivaldi e un pezzo eseguito da percussionisti di varie parti del mondo. In più, un cammeo del violoncellista genovese Stefano Chiabrera, versatile musicista diviso tra gli impegni del Carlo Felice e gli arrangiamenti per Cristicchi e DolceNera. Dopo aver inaugurato, nella scorsa stagione, il nuovo teatro di Ventimiglia e aver riscosso consensi a «Danza in fiera» nella pittoresca cornice di Fortezza Da Basso a Firenze, quali sono i progetti per il futuro? «Abbiamo ricevuto la proposta di trasferirci a Verona e la stiamo valutando: siamo tutti Genovesi e vorremmo rimanere nella nostra città, ma, dopo che è morto il festival di Nervi, è davvero difficile trovare spazi di esibizione a Genova».
L'ennesima emorragia di giovani talenti da Genova?