Cinque mesi alla donna che violò la zona rossa

La corte d’appello di Genova ha confermato ieri la condanna a 5 mesi di reclusione con la condizionale per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamenti inflitta in primo grado a Valerie Vie la donna francese di 41 anni, ex attivista di Attac e prima ad aver oltrepassato la zona rossa durante il G8 di Genova nell’estate 2001. Valerie Vie vanta anche un altro primato: quello di essere stata la prima imputata a venire processata e condannata. La donna era infatti riuscita ad entrare nella zona rossa, danneggiando i cancelli in piazza Dante, a pochi metri dal Palazzo Ducale, dove era in corso il summit degli otto Grandi della Terra.
Il suo difensore, l’avvocato Antonio Lerici, dopo la sentenza ha già annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, sostenendo che la manifestante aveva reagito ad un atto arbitrario e che comunque la sua resistenza era stata solo passiva. I giudici hanno respinto l’eccezione di nullità del decreto di citazione in giudizio perchè non tradotto in francese. La Vie, oltre che imputata per i fatti del G8, è anche parte lesa. La donna ha denunciato infatti di essere stata picchiata, insultata ed umiliata mentre era in stato di arresto nella caserma di Bolzaneto, dove rimase tre giorni.