Cinque miliardi per enti locali, sgravi e precari

RomaGiulio Tremonti non fa sconti. La mancanza di coperture finanziarie adeguate, segnalate martedì dal ministro dell’Economia, fa scendere a 5 miliardi, forse 5 e mezzo, il pacchetto sviluppo inserito con un maxi-emendamento alla legge di stabilità (l’ex legge finanziaria). É questo l’esito della trattativa condotta dal viceministro dell’Economia, Giuseppe Vegas, con i parlamentari di maggioranza alla commissione Bilancio della Camera, mentre il ministro Roberto Calderoli deposita in Parlamento il decreto delegato del federalismo fiscale che riguarda il fisco comunale. Dai sette miliardi della vigilia, si scende a 5,5 miliardi attraverso una delicata opera di bisturi. Alcuni interventi previsti nel maxi-emendamento varranno per l’intero 2011, altri avranno durata inferiore. Le misure essenziali, che sono annuali, restano comunque in piedi: ci saranno minori tagli per 1,27 miliardi a favore di Comuni e Regioni; per gli ammortizzatori sociali, in particolare la cassa integrazione in deroga, saranno a disposizione 1,5 miliardi; confermati anche il miliardo (800 milioni al fondo ordinario e 200 per voucher e borse di studio) promesso da Tremonti alla collega Maria Stella Gelmini per l’Università, e gli 800 milioni che serviranno a finanziare gli sgravi fiscali sul salario di produttività. I finanziamenti per l’edilizia sanitaria coperti dal Fas, il fondo europeo per le aree in ritardo, saranno destinati per l’85% al Mezzogiorno. «Qualcosa», aggiunge Vegas senza far numeri, dovrebbe arrivare anche all’editoria. Altri interventi avranno una durata limitata, come il finanziamento della missione in Afghanistan (800 milioni per sei mesi), lo stop al ticket sulla diagnostica (400 milioni, sempre per sei mesi), il 5 per mille e i finanziamenti per le scuole paritarie. Salta invece il rifinanziamento del bonus del 55% a favore delle ristrutturazioni con risparmio energetico, che era stato sollecitato dai parlamentari finiani. «No» anche alla proroga di un anno all’esenzione dell’Iva sugli immobili invenduti. I 300 milioni promessi al Veneto non arriveranno con il maxi-emendamento, ma per altri canali.
Per finanziare queste misure saranno utilizzati i proventi dell’asta delle frequenze del digitale terrestre (2,5 miliardi), mentre un miliardo dovrebbe giungere dalle nuove licenze per i giochi, accanto a un prelievo dal fondo di palazzo Chigi. La commissione Bilancio della Camera dovrebbe votare la legge di stabilità entro la settimana, e da martedì il provvedimento andrà in aula. Poi toccherà al Senato. Nonostante l’intesa di massima raggiunta in commissione, non mancano le polemiche. Il senatore finiano Mario Baldassarri, che fa parte della bicamerale sul federalismo fiscale, parla di «presa in giro»: per lo sviluppo occorrerebbe, spiega, una manovra pari a 2 punti di Pil. Intanto, la Lega accelera sui decreti delegati sul federalismo fiscale. Il ministro della Semplificazione, Calderoli, ha depositato alle Camere il provvedimento sul fisco comunale, nonostante la richiesta di rinvio da parte dell’Anci.