«Cinque minuti per smontare le accuse alla Sampdoria»

Garrone e Marotta dai giudici. Il presidente della società: «I tifosi mi seguano»

Federico Casabella

«Una bolla di sapone», così Giulia Bongiorno, avvocato di Riccardo Garrone, ha definito l'iscrizione nel registro degli indagati del suo assistito dopo aver letto gli atti d'accusa. Ieri mattina il presidente blucerchiato si è presentato con l'amministratore delegato della società Giuseppe Marotta nella sede Figc di Via Allegri a Roma. Un interrogatorio durato circa un'ora (Garrone e Marotta si sono presentati intorno alle 9 e poco dopo le 10 sono usciti dalla sede della Federcalcio) e che, secondo l'avvocato Bongiorno «sarebbe durato molto meno se non ci fosse stato un problema tecnico con un computer. Potevamo scendere già dopo cinque minuti». I dirigenti della Samp hanno chiarito le loro posizioni in merito all'accusa avanzata dall'ex segretario della Can, Manfredi Martino, rispetto a sorteggi arbitrali pilotati dagli ex designatori Bergamo e Pairetto in favore dei blucerchiati, con particolare riferimento alla partita Sampdoria- Fiorentina del 5 febbraio 2005 ed in conseguenza anche del fatto che, la designazione di Dondarini, sia toccata alla Samp per ben tre volte in tre gare casalinghe consecutive (Sampdoria-Reggina 3-2 del 20 febbraio e Sampdoria-Chievo 1-0 del 6 marzo, le altre sfide).
La testimonianza di Manfredi Martino, unita alla intercettazione telefonica tra Bergamo e l'ex vicepresidente della Figc Mazzini aveva spinto i pm napoletani, Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci, ad iscrivere Garrone nel registro degli indagati. «Ci sono interrogatori che durano ore e ore. Noi siamo saliti e scesi immediatamente - ha continuato la Bongiorno-. Se mi chiedete, rispetto alla mia esperienza, se si tratta di un interrogatorio che fa preludere a un processo, io dico che non è così». Samp quindi estranea ai fatti, fuori dalla cupola del calcio che controllava il mondo del pallone decidendo addirittura le posizioni di classifica delle varie squadre: questo secondo la linea difensiva della società di Corte Lambruschini.
L'audizione, tenuta da Carlo Loli Piccolomini e Federico Maurizio D'Andrea, che fanno parte del pool investigativo della giustizia sportiva, è durata circa quaranta minuti e al presidente della Sampdoria non sono state fatte domande di precisazione rispetto a quelli che sono stati i suoi chiarimenti: «Gli atti d'accusa sono gli stessi che si sono letti sui giornali in questi giorni - racconta la Bongiorno -. Non abbiamo riscontrato altri elementi. Abbiamo dato le due o tre precisazioni che dovevamo dare e al dottor Garrone non è stata mossa alcuna contestazione».
Sono apparsi sereni anche i due massimi dirigenti della Sampdoria che hanno concesso solo qualche battuta al termine dell'audizione. Il presidente ha lasciato via Allegri dicendosi sereno: «Sono tranquillo e convinto che questa vicenda si chiuderà presto. Non davo per scontato che entrando nel mondo del calcio sarei arrivato fino a questa comparizione, ma diciamo che sono un uomo navigato», ha commentato. Tanti i messaggi di stima che, in questi giorni, gli sono arrivati dai tifosi, il più importante dei quali è il rinnovo delle quasi 2.000 tessere di gradinata sud nei primi due giorni di vendita degli abbonamenti per la prossima stagione. Il presidente li ha voluti rassicurare così: «Mi credano e mi seguano. Spero abbiano apprezzato quello che abbiamo fatto in questi anni - ha detto -. Siamo fuori da queste vicende e spero se ne possa uscire al più presto sul piano formale e giudiziario. La Sampdoria dà fastidio? Spero solo in campo».
La società continua ad essere attiva anche sul mercato, Marotta ieri ha perfezionato con Zamparini l'accordo che vede passare Marco Pisano al Palermo. Al sodalizio blucerchiato approda Pietro Accardi, terzino di fascia sinistra, classe 1982, nato e cresciuto anche calcisticamente a Palermo, squadra nella quale ha militato per sei stagioni.