«Cinque serate» Sul palco del Crt il dramma russo

La tradizione teatrale russa sbarca a Milano, con una singola rappresentazione gratuita che ha tutte le carte in regola per essere ricordata in futuro come un evento unico. Per celebrare i quarant'anni del gemellaggio tra le città di Milano e San Pietroburgo (1967-2007), questa sera alle 20.45, sul palco del Crt Teatro dell'Arte, andrà in scena Cinque Serate del drammaturgo russo Aleksandr M. Volodin. Il testo (un classico della letteratura) sarà rappresentato, in lingua originale con sopratitoli, dal Teatro statale di San Pietroburgo, sotto la direzione di Semen Spivak, alla sua prima esperienza artistica in Italia.
«Siamo fortunatamente riusciti ad intercettare Spivak e i suoi attori - commenta Franco Malcovati, presidente dell'Associazione Italia-Russia Lombardia, ente organizzatore dell'evento - alla fine della loro tournée europea, convincendoli ad esibirsi nella nostra città».
Non deve peraltro essere stato difficile persuadere i teatranti a deviare il loro percorso per toccare Milano, dato che il regista Spivak afferma: «Per noi è un onore calcare il palcoscenico in questa città, dove Giorgio Strehler, uno dei miei principali punti di riferimento, ha lasciato il suo indelebile segno».
La pièce di Volodin, un testo del 1959 che nel 1978 ha ispirato il regista russo Nikita Michalkov per l’omonimo film, sarà allestita nella innovativa messa in scena di Spivak, considerato uno dei più notevoli direttori di scena della vecchia Leningrado.
La vicenda, ambientata a San Pietroburgo durante un rigido inverno, si dipana attraverso cinque serate in casa di Tamara, amore di gioventù del protagonista Il’in, promettente studente universitario partito per il fronte durante la Seconda guerra mondiale. Con un ritmo accelerato e coinvolgente, attraverso i ricordi ed i dialoghi dei personaggi, viene celebrato il dramma del distacco e lo sforzo di ricucire insieme due vite travolte dagli eventi che hanno segnato indelebilmente i popoli europei.
Una storia d’amore dalla forza sorprendente, capace di far riflettere, attraverso il racconto di una vicenda personale, su uno dei momenti più bui della Storia, colpendo lo spettatore diritto al cuore e obbligandolo a prendere in considerazione i propri sentimenti più profondi. «Perché - sottolinea Spivak - ci sono due modi per sviluppare l’interiorità delle persone. Uno è la religione, l’altro è il teatro. Solo che non sempre la religione funziona».