Cinque strategie anti-monnezza

Il piano del governo Berlusconi per risolvere l'emergenza spazzatura: a gestirla forse sarà Bertolaso, ex capo della Portezione civile

Mesi, o meglio anni, di dibattiti, confronti politici, manifestazioni di esasperazione di piazza. La questione rifiuti a Napoli sembra nata da sempre come un’emergenza. A cui il governo Berlusconi vuole dare priorità per farla rientrare - come da sempre si professa - in una questione di ordinario smaltimento dei rifiuti. Così il Consiglio dei Ministri che mercoledì, in maniera simbolica, ma non solo, si riunirà a Napoli, sta studiando alcune delle possibilità più efficaci per uscire dall’impasse. Tra le opzioni: coinvolgere l’esercito per il trasferimento dei rifiuti, accelerare le procedure per la creazione dei termovalorizzatori, identificare alcuni siti militari dismessi per farne delle discariche, tenere segretate le aree di stoccaggio, educare e formare medici e operatori perché si diffonda una corretta informazione sul problema. Cinque ipotesi cui si aggiunge anche la possibilità di nominare Guido Bertolaso sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega ai rifiuti, non solo in Campania. Con l’obiettivo di mettere fine alla questione «emergenza».

L'esercito È la prima delle ipotesi sul tavolo del governo Berlusconi, che potrebbe essere adottata già da mercoledì. Coinvolgerebbe militari e mezzi dell’esercito per gestire non solo problemi di ordine pubblico, ma anche per prevenire eventuali situazioni critiche come quelle che potrebbero crearsi dopo l’identificazione di nuove aree per lo smaltimento dei rifiuti. I militari potrebbero essere indispensabili per il trasferimento dell’immondizia nelle discariche e per garantire il suo percorso regolare anche di fronte ai posti di blocco che già nei mesi scorsi la popolazione locale ha organizzato nel tentativo di impedire il normale svolgimento delle attività di smaltimento.

Aree di stoccaggio Tenere sotto assoluta riservatezza le decisioni relative alla destinazione dei rifiuti e le procedure per la gestione dei nuovi siti di discarica dell’immondizia. Anche questa è una delle opzioni inedite rispetto a quanto finora ipotizzato al vaglio del governo Berlusconi, ma è probabilmente la pratica ancora meno delineata e forse anche una delle più difficile da praticare. Di certo, tenere top secret la scelta delle aree di stoccaggio e la loro successiva identificazione eviterebbe di imbattersi nelle proteste di strada della popolazione ed è una delle misure tampone che il Consiglio dei Ministri non esclude di adottare, almeno in questa prima fase di emergenza.

Stop burocrazia Si tratterebbe di una delle misure più in linea con i propositi del governo del Partito della Libertà appena nato: snellire la burocrazia e semplificare le pratiche per arrivare a decisioni più immediate. Tra le cinque opzioni al vaglio dell’esecutivo di centrodestra c’è infatti l’eliminazione, per decreto, delle procedure burocratiche per la progettazione e la costruzione di nuovi impianti di smaltimento e trasformazione dell’immondizia, compresi i termovalorizzatori. Insomma: scegliere in tempi brevi e attuare le decisioni in un lasso di tempo altrettanto ridotto. Mettendo fine all’atavica malattia italiana di tirare per le lunghe senza arrivare mai a risultati tangibili.

Siti militari Lo aveva proposto l’ex ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, senza trovare ascolto nella sua coalizione, a cui aveva presentato questa opzione come l’unica possibile. E il Consiglio dei Ministri dell’esecutivo Berlusconi non escluderà nemmeno questa possibilità: utilizzare i siti militari dismessi come sversatoi. A tornare su questa opzioni è stato nei giorni scorsi il direttore generale del Comune di Napoli, Luigi Massa: «Ci sono ampi siti militari in Campania dove i rifiuti potrebbero essere stoccati, se i generali lo consentissero. Il governo, quello di prima e quello di oggi, ha strumenti e poteri per risolvere l’emergenza in maniera efficace».

Piano salute Il «piano salute» è stato annunciato dal sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio. Consiste in tre punti fondamentali: 1) informazione corretta alla popolazione, 2) educazione e formazione degli operatori medici, 3) sorveglianza di quello che sta succedendo. Con un obiettivo: «Evitare inutili allarmismi», dice il sottosegretario, precisando che il piano verrà presentato in maniera dettagliata in Consiglio dei Ministri a Napoli e che a quel punto sarà ancora più dettagliato. «Ci rendiamo conto che la situazione è terribile dal punto di vista ambientale ma distinguiamo quelli che sono importanti effetti ambientali da quello che è l’effettivo rischio per la salute».