"Cinque Terre & dintorni" Un viaggio digitale in un mondo ancora analogico

In mostra a Milano, dal 29 marzo al 19 aprile, le foto di Giuliano Leone

Un viaggio digitale, in un mondo analogico. Un percorso in bianco e nero illuminato da barbagli di colore. Il racconto fotorafico di Giuliano Leone, spezzino di nascita e varesotto d'adozione, è un cammino su per le stradine e le terrazze impastate di fatica delle Cinque Terre e poi giù precipitando a nutrirsi fino al mare. Un viaggio in un mondo ancora analogico, costruito di muretti a secco e di case levigate dal vento e impregnate dall'aria spessa di salmastro. Un terra in bilico sul crinale del disastro idrogeologico, come hanno dimostrato i fatti del 2011, che l'autore ha anche raccontato. Uno spicchio "rugoso" di terra, spinto dal mare a ridosso delle montagne. Le Cinque Terre non sono un'esperienza di bellezza gratuita, per chi le abita e in misura minore per chi le visita. Rendono la giusta idea che il bello sia il frutto di fatica e coraggio. Di una costante opera umana di concertazione tra quello che la natura chiede e quello che l'uomo vuole. Nell'itinerario di Leone, lontano dall'oleografia e dalla retorica della cartolina, c'è tutta la carnalità e l'umoralità di una terra stupenda ma difficile, capace di accogliere ma anche felice della sua solitudine. Muovendo da qui, le foto di Leone sono prevalentemente autunnali e invernali: "Per varie ragioni - spiega l'autore -, per una questione di luce, di cieli e di mare, per una questione di minore affollamento e poter dare così spazio ai luoghi. I paesini in questione hanno una media di alcune centinaia di residenti che per lo meno triplicano a cominciare da aprile fino a settembre, senza contare i flussi giornalieri".

Un viaggio per immagini nello spazio ma anche nel tempo e nell'anima di una popolazione ruvida: "Un itinerario anche in dissonanza appunto con l’esplosione demografica vacanziera, un itinerario in cui la figura umana, le poche volte che appare, è lì a rappresentare un minuscolo contrappunto. Del resto, l’antropologia di questi luoghi, se oggi diventasse immagine, non avrebbe più la capacità evocativa dei tempi in cui giovani e anziani, rugosi anch’essi, come il loro carattere (che permane), si muovevano per le vigne terrazzate con i cesti dell’uva sulla testa, come appare nelle gigantografie, obbligatoriamente in monocromo, visibili, tipo murales, a Manarola. Gli anziani non ci sono più, i giovani fanno altre cose - e gli effetti sul territorio si vedono. La scelta del bianco e nero, come detto prevalente, oltre essere una scelta stilistica, vuole anche creare un anello di congiunzione con quei tempi ormai lontani e non altrimenti surrogabili". Un viaggio morbido in una terra aspra.

Le foto di Giuliano Leone - Cinque Terre & dintorni - sono esposte a Milano allo Spazio Giovenzana Foto Ottica (via Fontana 5/ ang. C.so di P.ta Vittoria) dal 29 marzo al 19 aprile.

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