Cinque Terre, dipinge villa fucsia. Rischia il carcere

Un pensionato milanese non aveva chiesto il permesso per veniciare di rosa schocking l'esterno della sua casa a Monterosso, nel Parco delle Cinque Terre. Ora rischia fino a cinque anni di carcere

Monterosso - «Mi becco una denuncia e rischio fino a cinque anni di carcere per un po’ di tinta sui muri della mia villa? Ma andiamo! Se l’avessi saputo, l’avrei fatta pitturare a voi...»: s’è rivolto così, bofonchiando, ai carabinieri il pensionato milanese di 75 anni, ex professionista, che aveva appena posato la pennellessa impregnata di vernice fucsia, della tonalità che più vivace non si può. Un pugno nell’occhio, in un paesaggio da favola: frazione Pomeo, sulle alture di Monterosso, pieno parco delle Cinque Terre. Che è pure patrimonio dell’Unesco, natura intatta, panorami mozzafiato, un trionfo di macchia mediterranea e neanche l’ipotesi di una speculazione edilizia, grazie anche all’Ente parco diretto da un cerbero gentile, ma fermissimo nel fare rispettare i vincoli, come Franco Bonanini.

È lì, in mezzo al verde e ai muretti a secco caratteristici della zona, che sorge da tempo una graziosa villetta a due piani, abitata da una famiglia lombarda, padre e due figlie, entusiasti della sistemazione tanto da darsi da fare per renderla sempre più linda e accogliente. Ma i gusti son gusti. Mica si potrà sindacare più di tanto - ha pensato un bel giorno lui, meno di un mese fa - se per dare una rinfrescata ai muri esterni uno si sceglie il colore che più gli aggrada. Detto fatto: via quel giallino palliduccio, anzi proprio spento, che aveva resistito fino ad allora alla salsedine e alle intemperie. Meglio qualcosa che dia più energia, più colore, più voglia di vivere, più tutto. Fucsia, ad esempio: «Come tipo di tinteggiatura, mi sembra la migliore. Allegria!».

Il pensionato s’è messo all’opera, mattino e sera, una lena e una passione encomiabili. E mano a mano che il lavoro andava avanti, tra un sorso e l’altro di sontuoso Sciacchetrà, il vino nobile di queste parti, lui, più che imbianchino, si è sentito un vero e proprio pittore, convinto fra l’altro del consenso generale. E invece... I carabinieri di Monterosso, guidati dal maresciallo Luciano Battoglia - un segugio d’esperienza, impegnato a fondo nella tutela della legge nel parco - s’accorgono della «trasformazione». Che poi non è che, con quelle tonalità, potesse tanto passare inosservata. Partono gli accertamenti, per verificare se esistono gli estremi - eccome esistono! - di violazione del decreto legislativo che regola gli interventi di manutenzione ordinaria nelle zone paesaggistiche di pregio. Come le Cinque Terre. Pene previste per i trasgressori: da uno a quattro anni di galera.

Non basta: la segnalazione del maresciallo, trasmessa per competenza al maggiore dell’Arma Walter Pastorino, fa riferimento anche all’altra disposizione di legge varata per tutelare gli edifici che sorgono all’interno dei parchi nazionali. Chi sgarra, sconta fino a un massimo di dodici mesi, oltre a una multa che può toccare i 25mila euro. I colori consentiti, in caso di «operazioni» di restyling di questo genere, sono rigidamente codificati e, soprattutto, tenui: giallino, verdino e, se proprio si vuole esagerare, un tocco di rosa. Ma fucsia mai. Ecco perché è scattata la denuncia. Il pensionato e le due figlie, proprietari in comune dell’immobile, cascano dalle nuvole. A loro, spiegano con assoluto candore ai carabinieri, sembrava d’aver fatto un bel lavoro. Sì, è vero, non hanno interpellato nessuno, né il sindaco, né l’Ente parco. Dopo tutto, si tratta di casa loro. A Monterosso. A proposito: se anche il paese si chiama così...