Cinque uomini «esagerati» È l’antipasto dell’alta moda

Un evento tutto al maschile firmato Barbera, Piattelli, Testa, Rubinacci e Litrico venerdì al museo Hendrik Andersen

Roma come Milano, Parigi e New York. Finalmente anche la città eterna diventa dal 27 al 30 gennaio la capitale dell’alta moda, con AltaRomAltaModa, la kermesse che verrà inaugurata venerdì 26 al Museo Hendrik Andersen con una serata tutta al maschile dal titolo Esagerati. Protagonisti gli uomini, con la loro vanità, il desiderio di sentirsi eleganti, ma comodi, classici e moderni, a proprio agio con quello che indossano. A esaudire i loro desideri ecco pronti cinque illustri stilisti, degni rappresentanti del made in Italy: Luciano Barbera, Bruno Piattelli, Osvaldo Testa, i fratelli Litrico e Mariano Rubinacci, couturier della sartorialità italiana. Un pokerissimo che celebrerà un matrimonio perfetto: alta moda e dolce vita. Sono stati, infatti, gli attori, i registi, i produttori che orbitavano a Roma in quel periodo a essere i migliori rappresentanti dell’Italian style, imitato e apprezzato in tutto il mondo. Bruno Piattelli, romano doc, ricorda l’eleganza innata di Marcello Mastroianni, da lui stesso definito «uno degli uomini più eleganti della storia del cinema, unico per la sua gentilezza e per l’inimitabile educazione». Osvaldo Testa si dichiara invece «entusiasta di sfilare nuovamente con i colleghi con cui aveva già solcato la passerella negli anni ’50». Consigliere fidato di Luchino Visconti, lo ricorda «come un vero intellettuale, che non voleva mai provare gli abiti, fidandosi ciecamente delle creazioni confezionate dal maestro di eleganza romano». Testa presenta il capo cult della sua collezione: la giacca. Informale, destrutturata, a tre bottoni o doppiopetto, dalla linea soft o più segnata, è sempre realizzata con materiali ricercati come il lino o la seta. I colori sono basic, nero o bianco; con l’unica eccezione dell’amato marrone, espressione di libertà e natura. Silhouette pulita, linee anatomiche e moderne, proporzioni armoniche, tessuti ultrafini per l’uomo di Luciano Barbera, lo stilista biellese amato da John John Kennedy che ne apprezzava il perfezionismo e la cura del dettaglio e definito da Colby McWilliams «sommo maestro di stile».
La Maison Litrico, capitanata dai fratelli Luca e Fabio, propone un uomo sexy, intrigante e superchic. «L’eleganza è qualcosa di innato - affermano i due stilisti- nasce con l’uomo, gli appartiene geneticamente. L’importante è la disinvoltura con cui si porta l’abito». Fedeli all’identità del brand, i tessuti sono ricchi, pesanti, raffinati. Si parla di velluto, raso, seta, cashmere accompagnati da decorazioni in cristalli Swarovski, dettagli preziosi che illuminano le giacche ricercate. La figura maschile è esaltata. Le giacche sono bonton, monopetto, a uno o due bottoni, con doppi revers. Le spalle insellate, strette, il punto vita segnato sapientemente. Anche i pantaloni della collezione dei due fratelli Litrico assecondano la linea dei muscoli, dando slancio alla figura, che viene resa piacevolmente sexy. Napoli, città di grandi tradizioni, ricorre nella moda di Mariano Rubinacci che, da buon partenopeo superstizioso, indossa e fa indossare alla sua famiglia un cordoncino rosso sul polso. Maestro indiscusso di stile napoletano, Rubinacci ha avuto la fortuna di vestire personaggi del calibro di Vittorio De Sica, Lord Rotschild fino al nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il suo è uno stile misurato, che coniuga eleganza e comodità. È un riuscito mix di artigianalità e tendenza, che garantisce nel tempo qualità e ricercatezza. «Attorno ad un abito, c’è un uomo - dice Rubinacci - le sue curiosità, le sue passioni, il suo stile. Il compito della nostra maison è mettere in risalto la personalità dei nostri clienti, creando abiti e accessori esclusivi, secondo la linea della più antica tradizione sartoriale. Un vero inno all’eleganza maschile e al buon gusto, esaltati dalla scenografia del Museo Andersen, allestito con luci blu soffuse, pensate appositamente per la serata».