Una cintura verde di 900 ettari La periferia ovest cambia faccia

L’area collegherà Parco delle Cave, Trenno e Bosco in città alle zone agricole

Una grande cintura verde che unisca parchi pubblici e aree agricole nella zona ovest di Milano. Un enorme polmone verde periurbano che colleghi il Parco delle Cave, quello di Trenno e Bosco in città. Lo studio del progetto è stato affidato dal Comune a Italia Nostra, associazione ambientalista che gestisce già da alcuni anni il Parco delle Cave e Bosco in città.
A presentare il progetto, ieri, il vicesindaco Riccardo De Corato, il presidente della sezione milanese di Italia Nostra, Alberto Ferruzzi e il direttore del Centro per la forestazione urbana dell’associazione, Sergio Pellizzoni. «Nella realizzazione di una cintura verde intorno alle periferie credo fermamente - ha commentato De Corato -. È una scommessa forte per lo sviluppo della città nonché un obiettivo prioritario della nostra politica del verde. Stiamo infatti completando la realizzazione di una green belt, una successione di parchi urbani, alcuni esistenti e altri di nuova realizzazione, in continuità con i comuni dell'hinterland: dal Parco Nord, al Parco Agricolo Sud, al Parco delle Cave e Trenno, a quello delle Groane e al Forlanini».
Lo studio ha analizzato i boschi, la flora, la fauna, l’agricoltura e il paesaggio di un’area di circa 900 ettari. Uno spicchio di terreno verde sospeso fra la tangenziale ovest e lo stadio Meazza, che comprende 310 ettari di parchi pubblici comunali, 100 ettari degli ippodromi di San Siro e 400 ettari di aree agricole coltivate. Dallo studio sono emerse le grandi potenzialità faunistiche della zona: «La fauna dei parchi milanesi si è arricchita negli ultimi anni. Nel Bosco in città si è addirittura rivista la volpe. E la volpe, che è un animale predatore, arriva perché c’è da mangiare: questo significa che i nostri parchi sono ricchi», ha detto Pellizzoni. Ma la zona è ricca anche di aree naturali di pregio e testimonianze storiche molto importanti. Passate al vaglio dallo studio, anche le aziende agricole dell’area, per individuarne punti di debolezza e prospettive di sviluppo.