«Ciocchetti? Al 99,9 per cento»

Alemanno (An): «A settembre la cabina di regia per decidere il nostro nome per Palazzo Valentini»

La candidatura di Luciano Ciocchetti alla guida della Provincia di Roma? «Credibile e concreta al 99,99 per cento», secondo Forza Italia. E con An «c’è solo un problema di metodo», sottolineano gli azzurri. Questi i punti salienti dalla conferenza stampa convocata ieri dal coordinatore regionale e commissario romano di Fi, Francesco Giro. «Noi riteniamo che l’esponente Udc abbia il profilo politico giusto per candidarsi come presidente della Provincia nel 2008 - afferma Giro -. La nostra posizione naturalmente va condivisa con gli alleati. E questo avverrà a settembre, al tavolo delle trattative con An e l’Udc. So che da parte di An non c’è una riserva sulla persona, ma solo sul metodo. Troveremo di sicuro un’intesa complessiva». Tuttavia, ribadisce il coordinatore azzurro, occorre chiudere la partita prima possibile: «Entro ottobre. Permetterebbe al centrodestra di dare un segnale forte di coesione in vista degli appuntamenti ben più impegnativi che ci attendono per la Regione e per il Comune. Se però mi chiedete - aggiunge Giro - se possiamo raggiungere un’intesa complessiva anche per il Campidoglio e la Regione Lazio, dico subito di no: ci sono troppe variabili in gioco. Facciamo un passo alla volta».
Resta aperta la questione Storace. La Destra, la formazione fondata dall’ex governatore del Lazio, ieri non ha fatto mistero di nutrire forti perplessità sull’ipotesi di un candidato Udc alla Provincia. Già in mattinata il portavoce romano del movimento, Fabio Sabbatani Schiuma, e quello provinciale Vittorio Messa avevano dichiarato: «Avremmo difficoltà a sostenere una candidatura espressione di un partito che rifiuta la Cdl». Lo stesso Francesco Storace aveva telefonato a Giro per ribadire la posizione. «Ha tenuto a precisare che da parte sua non c’è nulla di personale contro Ciocchetti - aveva spiegato Giro -. Storace ha sollevato una questione di ordine nazionale che investe il centrodestra nel suo complesso. L’Udc non si riconosce nella CdL? Chiamiamo la coalizione in un altro modo. Il dato che conta è che alle Amministrative abbiamo viaggiato in perfetta sintonia». Ma nel pomeriggio tra i due c’è stato un nuovo polemico scambio di battute. «Se il centrodestra non vuole i nostri voti - attacca Storace - è assolutamente legittimo. Del resto è comprensibile l’imbarazzo di chi propone un democristiano doc come Ciocchetti come alternativa al democristiano doc Enrico Gasbarra, entrambi estranei alla Cdl e militanti in forze politiche che puntano a superare la stagione del berlusconismo». «Ho grande ammirazione per Francesco Storace - gli risponde Giro - e per la sua abilità politica, che oggi sembra tuttavia voler sconfinare nell’astuzia. È paradossale attribuire a noi di Fi il proposito di voler superare la stagione di Berlusconi, un leader al quale noi per primi siamo legati, essendo il fondatore e il presidente del nostro partito». «Le furbizie - replica ancora l’ex governatore - le fa chi si vuole sedere a un tavolo con chi ha detto pubblicamente che la Cdl è morta».
Sul toto-candidature è intervenuto anche il «federale» romano di An, Gianni Alemanno: «Non ci sono motivi per creare attriti fra i partiti romani della Cdl alla vigilia di un’importante scadenza elettorale come le Provinciali. A settembre riuniremo la cabina di regia composta dai vertici di An, Fi e Udc e lavoreremo per lanciare al più presto una candidatura unitaria». Il deputato di An, Fabio Rampelli, auspica invece un «maggiore senso di responsabilità» nell’affrontare la questione. «Condivido quanto affermato da Giro in merito alla candidatura di Ciocchetti - dichiara infine Donato Robilotta, capogruppo regionale dei Socialisti Riformisti - che ha dimostrato doti di buon amministratore durante la giunta Storace. Allo stesso tempo occorre prendere in seria considerazione le parole di quest’ultimo, e creare le condizioni politiche perché torni a essere un esponente di traino della Cdl nel Lazio».