Ciocchetti (Udc): «Nella capitale una sola Asl invece di cinque»

Al centro dei disservizi c’è il Sant’Eugenio, con i reparti chiusi e i macchinari obsoleti

«Nel XII Municipio la situazione della sanità è allarmante, a dir poco disastrosa e la punta dell’iceberg del disservizio è l’ospedale Sant’Eugenio». La denuncia è arrivata dal deputato Luciano Ciocchetti, segretario regionale Udc, durante il Convegno «La sanità nel XII Municipio», organizzato ieri all’Eur. «Reparti chiusi da tempo - spiega - liste di attesa interminabili, macchinari obsoleti, ambienti vecchi e poco igienici, personale abbandonato a se stesso. Questa è la triste fotografia di un ospedale di eccellenza oggi mortificato e svilito dalla politica sanitaria del centrosinistra». Per un serio rilancio della sanità romana e del suo hinterland, l’Udc propone la riduzione delle Asl a Roma da cinque a una e in Provincia da tre a una, e da queste si potrebbe scorporare la gestione delle aziende ospedaliere. «In questo modo - sottolinea Ciocchetti - si semplificherebbe il sistema sanitario, con una riduzione considerevole dei costi».
Ciocchetti ha criticato l’operato dell’assessore alla Sanità Regionale Battaglia: «In due anni non è stato in grado di dare delle linee guida alla sua politica e non è riuscito a fare un’efficace programmazione». Secondo Massimiliano Maselli, consigliere regionale Udc e componente della commissione sanità la situazione della Asl Rm/C è l’esatta fotografia di quanto sta accadendo in tutta la sanità regionale. «L’assenza assoluta di una programmazione e i pesanti tagli ai servizi non hanno certo migliorato la qualità dell’assistenza sanitaria - dichiara - creando forti disagi agli utenti e insoddisfazione nel personale. E questo mentre nel primo trimestre è stato registrato uno sforamento dei costi della sanità di 55 milioni di euro pari al 25 per cento dell’intero importo previsto come rientro nell’anno 2007».